Gli animali sono più o meno intelligenti

Gli animali sono più o meno intelligenti

TESTO DELL'ARTICOLO https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3489 GLI ANIMALI SONO PIU' O MENO INTELLIGENTI A SECONDA DEI RISPETTIVI PROPRIETARI di Rino Cammilleri Il 10 ottobre a Sesto San Giovanni (Milano) è accaduto un fatto increscioso. Un...
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"Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra" (Genesi 1, 28)

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vor 11 Jahren
TESTO DELL'ARTICOLO
https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3489

GLI ANIMALI SONO PIU' O MENO INTELLIGENTI A SECONDA DEI RISPETTIVI
PROPRIETARI di Rino Cammilleri

Il 10 ottobre a Sesto San Giovanni (Milano) è accaduto un fatto
increscioso. Un signore portava il suo cane alla consueta
passeggiatina serale e così faceva una signora col suo. Solo che il
primo era un molosso da mezzo quintale e il secondo un cagnolino da
salotto. Le due bestiole, incrociandosi sullo stesso marciapiede,
si sono azzuffate. Malgrado l'evoluzionismo e quasi due secoli di
civiltà urbana i cani, che gli estimatori definiscono animali
intelligenti, non hanno ancora capito che «marcare il territorio»
sui marciapiedi, i portoni, gli angoli dei palazzi, le ruote delle
auto, i cestini dei rifiuti è inutile.
IL TRISTE EPILOGO
Così, ogni tanto ci scappa la rissa con la concorrenza. E magari il
morto, come nel caso di Sesto. Già, perché nell'impari lotta il
cagnolino, com'era prevedibile, ha avuto la peggio e a nulla è
valsa la corsa disperata dal veterinario notturno. Il proprietario
del molosso ha fatto quel che ha potuto per separare i due cani, ma
ci ha solo rimediato un morso da parte del suo. In effetti, è
difficile trattenere una bestia infuriata alta sessanta centimetri
e pesante cinquanta chili. Anche se ha il guinzaglio. Si aggiunga
il fatto che molti (non sappiamo se era il caso di Sesto; anzi, non
sappiamo neanche se i guinzagli ci fossero), per non infastidire
troppo la loro bestiola, usano guinzagli che legano le spalle, non
la gola, cosa che rende vieppiù difficoltosa la manovra di
trattenimento in caso di guai. A Sesto il signore ha rimediato una
ferita e la signora la perdita del cagnetto. Perdita secca, perché
pare sia stato quest'ultimo ad attaccar briga. Perciò, niente
risarcimento.
Tutto ciò si sarebbe tranquillamente potuto evitare se i due cani
fossero stati provvisti di museruola, ma è tanto che di museruole
non se ne vedono in giro. Sono antiestetiche e i cani non le
gradiscono, subito accontentati dai proprietari. Le ultime, a mia
memoria, le indossavano per protesta le sciure milanesi sotto al
Comune quando la giunta Albertini osò emanare un'ordinanza in tal
senso. Povera giunta, in fondo cercava di tamponare quella che in
quei giorni appariva come un'emergenza di cronaca: bambini e
anziani sbranati da cani casalinghi che, fino a quel momento, erano
sembrati del tutto innocui. Non sappiamo se la giunta abbia
ritirato l'ordinanza o diramato ai vigili l'ordine ufficioso di
fare come se non esistesse. Il risultato è che nessun cane gira più
con la museruola. E per il guinzaglio bisogna stare alla buona
volontà (o al raziocinio) dei padroni.
I NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE
«Padroni»? Ma sarà politicamente corretto questo termine? Se per
gli animali bisogna ormai usare la locuzione «i nostri amici a
quattro zampe», non si può continuare ad adoperare con loro una
parola che richiama la schiavitù. Così, quando mi imbatto sul
marciapiede in una coppia di «amici», uno con due zampe e l'altro
con quattro, per sicurezza cambio corsia. Già una volta, entrando
in casa di conoscenti, fui accolto dall'assalto del cagnone di
casa, a stento trattenuto dai bipedi che lo mantenevano. Strano! -
dissero - Non l'aveva mai fatto! Chissà cos'ha avvertito in te!
Insomma, la colpa era mia. In un'altra occasione, sedevo sul divano
accanto al micio casalingo mentre il mio ospite preparava il caffè:
per mia fortuna ero giovane e (è il caso di dirlo) più svelto di un
gatto perché la bestiola mirò ai miei occhi con gli artigli ed
evitai la cecità grazie alla sveltezza di cui dicevo. Anche lì:
strano! è così buono! non è che l'hai provocato? Sono ormai tanti
quegli amici degli animali che, di amicizia, hanno perso la
mia.
RIFLESSIONE
La riflessione, dopo l'esperienza, è questa: gli animali di città
sono intelligenti o imbecilli come i rispettivi proprietari, dei
quali assorbono il carattere. Il che non fa che confermare, per il
credente, quanto è detto nel Genesi. Il non credente (o il credente
in un cristianesimo fai-da-te, il che è lo stesso) finisce preda
dell'ultimo -ismo alla moda, e va già bene quando si limita a far
pena. Come un mio ex vicino che teneva in casa (un appartamento a
piano alto e più piccolo del mio) due bull-dog di stazza
impressionante: mi faceva pena quando lo vedevo, ogni notte,
ballonzolare e incespicare trascinato dalle due belve avide di
spazi aperti. Se c'erano loro in ascensore salivo a piedi, malgrado
le rassicurazioni verbali. Di avere tra le gambe qualcosa che
poteva tranciarmene una con un solo morso non mi sentivo.
Ma ormai l'animalismo ha sdoganato i cani pure nell'unico posto in
cui era proverbiale il loro veto: in chiesa. Perciò, nessuna
meraviglia se al cancello di un condominio ho trovato appesi
quattro fiocchi azzurri tutti uguali: complimentatomi col portiere
per il parto da guinness, mi sono sentito rispondere che non erano
bebé ma cuccioli di cane. L'«amica» della puerpera, fuori di sé
dalla gioia, metteva tutto il palazzo a parte del lieto
evento.

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