In Germania la vita di un insetto vale più di un bambino
TESTO DELL'ARTICOLO
https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7906 IN GERMANIA LA
VITA DI UN INSETTO VALE PIU' DI UN BAMBINO di Manuela
Antonacci Germania: benvenuti nel paese in cui una vespa vale più
della vita di un bambino. Di cosa stiamo...
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"Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra" (Genesi 1, 28)
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TESTO DELL'ARTICOLO
https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7906
IN GERMANIA LA VITA DI UN INSETTO VALE PIU' DI UN BAMBINO di
Manuela Antonacci
Germania: benvenuti nel paese in cui una vespa vale più della vita
di un bambino. Di cosa stiamo parlando? Della contraddizione forte
di un paese in cui le vespe sono considerate una specie protetta,
ma i bambini evidentemente no, se si considera il numero di aborti
che si attesta intorno ai 100.000 l'anno. Eppure in Germania
piovono multe di 5.000 euro (in Baviera) e addirittura 65.000 euro
(in Brandeburgo) se si osa uccidere una vespa. Sono inclusi nel
divieto anche lumache e farfalle, coleotteri, scoiattoli, talpe,
lupi: viene punita anche l'uccisione degli uccelli selvatici così
come la loro cattura.
Insomma, tutte specie protette, tranne l'uomo! Perché, se è vero
che in base all'articolo 218 del Codice Penale l'aborto, in
Germania, è illegale, tuttavia la donna non è perseguibile se la
procedura avviene entro la dodicesima settimana di gestazione, dopo
aver fatto visita ad un consultorio in cui viene rilasciato un
certificato usato come "giustificativo" e aver rispettato un "tempo
di riflessione" di tre giorni.
Tuttavia, lo scorso aprile, una Commissione istituita dal governo
tedesco ha presentato una relazione sull'interruzione di gravidanza
chiedendo leggi meno restrittive su aborto e maternità surrogata.
La Commissione "per l'autodeterminazione e la medicina
riproduttiva", era formata da 18 esperti in medicina, psicologia,
etica e diritto e ha sottolineato come «l'illegalità di fondo
dell'aborto nelle prime fasi della gravidanza non è
sostenibile».
Perciò ha sostenuto che gli aborti dovrebbero essere vietati solo
dopo la ventiduesima settimana di gravidanza, invitando il
legislatore a intervenire. Dunque una nuova legge sull'aborto
potrebbe essere approvata entro la fine della legislatura.
Interessante è, inoltre, scoprire che nonostante l'attuale legge
"restrittiva" in Germania, nei consultori è vietato l'ingresso ai
pro life e alle associazioni di ispirazione cristiana. Non solo,
nella sua seduta del 5 luglio scorso, il Bundestag ha approvato un
disegno di legge governativo con cui è stata modificata la
normativa che disciplina le attività di consulenza relative
all'interruzione di gravidanza.
L'emendamento è stato sostenuto da un ampio margine di voti
favorevoli e osteggiato solo dall'Unione Cristiano-Democratica e da
Alternative für Deutschland, di destra. Tutto ciò ha portato a una
modifica importante che in teoria andrebbe a salvaguardare i
"diritti delle donne", ma in pratica ostacola alcune libertà
costituzionali. In particolare parliamo del cosiddetto "divieto di
molestie" per i pro life che manifestano davanti ai consultori o
alle strutture ospedaliere e persino del divieto di pregare in
silenzio in questi luoghi, se tali attività avvengono nel raggio di
100 metri. Diversamente, i pro life potranno essere multati fino a
5.000 euro.
Viene da chiedersi se, come la si vuol far passare, tutto ciò
sarebbe a tutela di taluni "diritti" da tutelare, che fine facciano
i diritti alla libertà di espressione, alla libertà di riunione e
alla libertà di religione e, soprattutto, i diritti del bambino nel
grembo materno che potrebbe magari essere salvato per il rotto
della cuffia, da un ripensamento improvviso, grazie all'attività di
questi volontari. In questi casi, il parlamento tedesco parla
addirittura di "molestie da marciapiede" - ma non si registrano
denunce in questo senso. Non solo, sicuramente, nonostante a
livello europeo si critichi tanto l'articolo 218 del codice penale,
consultando i dati statistici emerge che non è affatto difficile
abortire in Germania.
Parliamo infatti di cifre non di certo microscopiche che partono da
picchi di quasi 135.000 aborti tra il 2000 e il 2001, fino al più
recente 2022 con 104.000 aborti. Un numero, questo, che indica un
aumento di quasi il 10% rispetto all'anno precedente. Ad abortire
sono soprattutto donne tra i 25 e i 35 anni di età. Insomma, se si
viene multati per aver ucciso una vespa ma allo stesso tempo si
viene multati anche per il tentativo di aver salvato un bambino -
per giunta condannato di fatto a morte nel grembo materno -, non si
sta forse mettendo su un piano decisamente superiore, non i casi
estremi, non il bene collettivo, ma addirittura un insetto? E tutto
questo, nell'interesse di chi?
https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7906
IN GERMANIA LA VITA DI UN INSETTO VALE PIU' DI UN BAMBINO di
Manuela Antonacci
Germania: benvenuti nel paese in cui una vespa vale più della vita
di un bambino. Di cosa stiamo parlando? Della contraddizione forte
di un paese in cui le vespe sono considerate una specie protetta,
ma i bambini evidentemente no, se si considera il numero di aborti
che si attesta intorno ai 100.000 l'anno. Eppure in Germania
piovono multe di 5.000 euro (in Baviera) e addirittura 65.000 euro
(in Brandeburgo) se si osa uccidere una vespa. Sono inclusi nel
divieto anche lumache e farfalle, coleotteri, scoiattoli, talpe,
lupi: viene punita anche l'uccisione degli uccelli selvatici così
come la loro cattura.
Insomma, tutte specie protette, tranne l'uomo! Perché, se è vero
che in base all'articolo 218 del Codice Penale l'aborto, in
Germania, è illegale, tuttavia la donna non è perseguibile se la
procedura avviene entro la dodicesima settimana di gestazione, dopo
aver fatto visita ad un consultorio in cui viene rilasciato un
certificato usato come "giustificativo" e aver rispettato un "tempo
di riflessione" di tre giorni.
Tuttavia, lo scorso aprile, una Commissione istituita dal governo
tedesco ha presentato una relazione sull'interruzione di gravidanza
chiedendo leggi meno restrittive su aborto e maternità surrogata.
La Commissione "per l'autodeterminazione e la medicina
riproduttiva", era formata da 18 esperti in medicina, psicologia,
etica e diritto e ha sottolineato come «l'illegalità di fondo
dell'aborto nelle prime fasi della gravidanza non è
sostenibile».
Perciò ha sostenuto che gli aborti dovrebbero essere vietati solo
dopo la ventiduesima settimana di gravidanza, invitando il
legislatore a intervenire. Dunque una nuova legge sull'aborto
potrebbe essere approvata entro la fine della legislatura.
Interessante è, inoltre, scoprire che nonostante l'attuale legge
"restrittiva" in Germania, nei consultori è vietato l'ingresso ai
pro life e alle associazioni di ispirazione cristiana. Non solo,
nella sua seduta del 5 luglio scorso, il Bundestag ha approvato un
disegno di legge governativo con cui è stata modificata la
normativa che disciplina le attività di consulenza relative
all'interruzione di gravidanza.
L'emendamento è stato sostenuto da un ampio margine di voti
favorevoli e osteggiato solo dall'Unione Cristiano-Democratica e da
Alternative für Deutschland, di destra. Tutto ciò ha portato a una
modifica importante che in teoria andrebbe a salvaguardare i
"diritti delle donne", ma in pratica ostacola alcune libertà
costituzionali. In particolare parliamo del cosiddetto "divieto di
molestie" per i pro life che manifestano davanti ai consultori o
alle strutture ospedaliere e persino del divieto di pregare in
silenzio in questi luoghi, se tali attività avvengono nel raggio di
100 metri. Diversamente, i pro life potranno essere multati fino a
5.000 euro.
Viene da chiedersi se, come la si vuol far passare, tutto ciò
sarebbe a tutela di taluni "diritti" da tutelare, che fine facciano
i diritti alla libertà di espressione, alla libertà di riunione e
alla libertà di religione e, soprattutto, i diritti del bambino nel
grembo materno che potrebbe magari essere salvato per il rotto
della cuffia, da un ripensamento improvviso, grazie all'attività di
questi volontari. In questi casi, il parlamento tedesco parla
addirittura di "molestie da marciapiede" - ma non si registrano
denunce in questo senso. Non solo, sicuramente, nonostante a
livello europeo si critichi tanto l'articolo 218 del codice penale,
consultando i dati statistici emerge che non è affatto difficile
abortire in Germania.
Parliamo infatti di cifre non di certo microscopiche che partono da
picchi di quasi 135.000 aborti tra il 2000 e il 2001, fino al più
recente 2022 con 104.000 aborti. Un numero, questo, che indica un
aumento di quasi il 10% rispetto all'anno precedente. Ad abortire
sono soprattutto donne tra i 25 e i 35 anni di età. Insomma, se si
viene multati per aver ucciso una vespa ma allo stesso tempo si
viene multati anche per il tentativo di aver salvato un bambino -
per giunta condannato di fatto a morte nel grembo materno -, non si
sta forse mettendo su un piano decisamente superiore, non i casi
estremi, non il bene collettivo, ma addirittura un insetto? E tutto
questo, nell'interesse di chi?
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