La Costituzione tutela gli animali, quindi non l'uomo

La Costituzione tutela gli animali, quindi non l'uomo

TESTO DELL'ARTICOLO www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7111 LA COSTITUZIONE TUTELA GLI ANIMALI, QUINDI NON L'UOMO Sarà ancora possibile abbattere un animale se fosse l'unico modo per salvare la vita di una persona? di Francesca Romana Poleggi...
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"Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra" (Genesi 1, 28)

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vor 3 Jahren
TESTO DELL'ARTICOLO
www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7111

LA COSTITUZIONE TUTELA GLI ANIMALI, QUINDI NON L'UOMO
Sarà ancora possibile abbattere un animale se fosse l'unico modo
per salvare la vita di una persona?
di Francesca Romana Poleggi
Scrivendo in modo critico dell'animalismo e dell'anti-specismo non
vorrei essere accusata di avere un cuore arido e insensibile nei
confronti degli animali e dell'ambiente. Allora ci tengo a
precisare che sono convinta che ogni essere umano degno di tale
qualifica debba amare e rispettare gli animali e il creato (meglio
di "ambiente") e mi permetto di condividere con i lettori la foto
mio amatissimo e bellissimo Gattuccio. È morto alcuni anni fa, ma
ancora ne sento molto la mancanza.
L'8 febbraio 2022 Il Parlamento ha varato la modifica degli
articoli 9 e 41 della Costituzione. L'art. 9, tra i «Principi
fondamentali», «tutela il paesaggio, il patrimonio storico e
artistico della Nazione». Ora si aggiunge: «La Repubblica tutela
l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse
delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e
le forme di tutela degli animali». Quindi, gli animali, gli
ecosistemi e la biodiversità diventano "valori" costituzionalmente
garantiti.
L'art. 41 recitava: «L'iniziativa economica privata è libera. Non
può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da
recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Ora
dopo «danno» si aggiunge «alla salute, all'ambiente», che quindi
vengono anteposti alla sicurezza, alla libertà e alla dignità
umana. Il secondo comma pone limiti alla libertà economica privata
dicendo: «La legge determina i programmi e i controlli opportuni
perché l'attività economica pubblica e privata possa essere
indirizzata e coordinata a fini sociali». Ora si aggiunge alla fine
«e ambientali".

IL GORILLA DELLO ZOO DI CINCINNATI
È questo il compimento di un percorso: di ambiente ed ecosistema si
parla già nel nuovo testo dell'art. 117 che ripartisce il potere
legislativo fra Stato e Regioni. E la Corte costituzionale da una
trentina d'anni ha lavorato sul concetto di "paesaggio", fino a
trasformarlo in "ambiente", bene unitario, che va salvaguardato
nella sua interezza.
Alla luce di quanto sopra, l'insigne giurista Francesco Mario
Agnoli si chiede se si chiuda così la bocca agli ambientalisti che
di solito protestano contro le pale eoliche e i pannelli solari che
deturpano il "paesaggio".
Inoltre, Tommaso Scandroglio, su La Nuova Bussola Quotidiana,
stigmatizza l'anteposizione della tutela della salute e
dell'ambiente rispetto alla tutela della dignità umana. «Dovrebbe
essere l'opposto perché è il riferimento alla dignità della persona
a costituire il paradigma che orienta il nostro agire morale.
Un'azione è buona o malvagia a seconda che sia in accordo o
disaccordo con la dignità umana, questo è il principio fondamentale
della morale naturale. In tal senso io posso lecitamente arrecare
un danno ambientale se è di vantaggio per la dignità personale. Ad
esempio, sarebbe bene radere al suolo un intero bosco se fosse
l'unico modo per salvare la vita di una persona».
Invece, nel 2016 quando un gorilla dello zoo di Cincinnati è stato
abbattuto per salvare un bambino caduto nel recinto, il web si è
indignato e i genitori sono finiti sotto processo. E di storie
analoghe ce ne sono parecchie.
D'ora in poi, dunque, le leggi del Parlamento dovranno tutelare gli
animali tanto quanto le persone.

NESSUN DIRITTO SENZA DOVERI
Chissà se verrà data loro anche la "capacità giuridica", cioè la
capacità di avere diritti e doveri, che finora appartiene solo agli
esseri umani (art. 1 cod. civ.). In Spagna ed in alcuni Stati
federati americani ci provano da tempo.
Ma poiché non possono esserci diritti senza doveri (il dovere è il
comportamento che consente la realizzazione dei diritti altrui),
come potrà un animale essere tenuto ad adempiere i suoi doveri?
Sarà un "soggetto" dotato di soli diritti?
Lo stesso art. 1 del codice civile, riconosce in qualche modo anche
la capacità giuridica del concepito: la qualcosa è stata in mille
modi aggirata e calpestata con la legalizzazione dell'aborto e
della fecondazione artificiale. Il concepito, quindi, è di fatto
considerato un "sub-umano" perché non ha diritto di vivere. Invece
gli animali potranno essere considerati come persone?
La risposta già si sa, visto che le leggi (in Italia e all'estero)
tutelano i cuccioli di cani, gatti e animali da allevamento molto
di più dei cuccioli d'uomo.
Bisogna fare molta attenzione nel voler mettere gli animali allo
stesso livello delle persone, perché in tal modo non si eleva la
loro dignità, ma si abbassa quella della persona, che così, come un
qualsiasi animale, diventa un oggetto disponibile, che si può
comprare, vendere, manipolare, sopprimere in base all'utilità che
ne può trarre il più forte. Così già è, se si pensa all'aborto alla
fecondazione artificiale, all'ingegneria genetica o
all'eutanasia.
Il grande G. K. Chesterton, in The Thing (del 1939) aveva parlato
del ‘comunismo cosmico'. Una nuova ideologia che, affermando
l'indifferenza tra il corpo umano e quello animale, si esprimeva
«lasciando che un uomo muoia come un cane e pensando che la morte
di un cane sia più patetica di quella di un uomo». Dai tempi di
Chesterton ad oggi, riforma costituzionale compresa,
l'umanizzazione degli animali prosegue inesorabile.
Ma all'umanizzazione dell'animale corrisponde la bestializzazione
dell'uomo. E chi ne fa le spese è la porzione di umanità più
fragile e indifesa. L'idea secondo la quale "l'uomo non è che un
animale" vuol dire che siamo solo una specie tra gli animali della
foresta, dove vale la legge del più forte. Se animali ci definiamo,
come animali agiremo.

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