I vegansexual fanno sesso solo con vegani
TESTO DELL'ARTICOLO
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5791 I VEGANSEXUAL
FANNO SESSO SOLO CON VEGANI di Andrea Zambrano Fortuna che c'è
Repubblica a tenerci aggiornati su tutte le perversioni
contemporanee sennò come faremmo? Un...
10 Minuten
Podcast
Podcaster
"Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra" (Genesi 1, 28)
Beschreibung
vor 6 Jahren
TESTO DELL'ARTICOLO
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5791
I VEGANSEXUAL FANNO SESSO SOLO CON VEGANI di Andrea Zambrano
Fortuna che c'è Repubblica a tenerci aggiornati su tutte le
perversioni contemporanee sennò come faremmo? Un interessante
articolo di Marino Nola pubblicato ieri ci informa dell'esistenza
dei vegansexual. Trattasi - nientemeno - di nuova tendenza del
veganesimo che tende a prediligere i rapporti sessuali tra vegani e
ad evitare coloro che mangiano carne. Ergo: salsicce e salamelle
bandite dal talamo perché si tratta di una promiscuità molto grave
che avrebbe anche delle giustificazioni, diciamo così, olfattive: i
non vegani infatti, che poi sarebbero la quasi totalità della
popolazione tranne quegli invasati dei vegani, emetterebbero degli
strani odori.
Eh…certo, mangiando carne animale, tra cosciotti di pollo e
prosciutti di suino, mangiano carcasse di animale. Dunque, in poche
parole: puzzano. Che poi: si azzardassero e definire il ragù di
nonna Silvana un cimitero di animali mentre lei è pronta a scolare
le tagliatelle e a servirle in tavola fumiganti, vedi come le
rincorrerebbe con il mestolo, queste frigide eretiche da
tavola.
Eccoci al punto. L'eresia. Dall'articolo si scopre che questo
movimento di vegansexual, non si sa quanto diffuso al mondo, in
realtà non è altro che una riedizione riveduta e corretta di
antiche eresie gnostiche dei primi secoli cristiani che
consideravano la carne con disprezzo: Encratiti, Eustaziani,
Priscilliani e quant'altro avevano la loro ragion d'essere nelle
eresie che di fatto negavano l'incarnazione: negando il Dio che si
fa carne, la carne è nemica dell'uomo. E pertanto alcuni di loro
attribuivano al demonio l'uso di mangiare bistecche e
cosciotti.
Fortuna che arrivò poi Sant'Agostino a rimettere le cose in chiaro
e dare loro il matterello della pasta sfoglia in testa. Nola
infatti ricorda che il vescovo di Ippona, nel suo libro sulle
eresie, imputa proprio al veganesimo spinto dei Priscilliani
l'incremento delle liti famigliari e delle separazioni causate
dalle abitudini alimentari di questi strani coniugi. Ma in questo
Agostino fu davvero un salvatore: bollando la stravaganza come
eresia contribuì anche all'estinzione di questi invasati
dell'insalata. Che oggi - seppur in forme diverse sono tornati,
sempre però con lo stesso spirito gnostico e fondamentalmente anti
umano.
Questa storia ci dimostra alcune cose interessanti: anzitutto che è
merito della Chiesa cattolica, dei suoi vescovi e dei suoi Padri
nei secoli se credenze, superstizioni e altre stupidaggini sono
state debellate consegnando all'uomo un corretto, armonioso e
razionale rapporto con il proprio corpo. E che dobbiamo dunque
ringraziare i credenti in Cristo se oggi l'uomo non è ottenebrato
da queste sciocchezze. Ma la storia ci insegna anche un'altra
verità: oggi, che la fede è in crisi e spesso gli uomini di Chiesa
non fanno il loro dovere di correzione degli errori, questi errori
vengono propagati dopo essere stati ritirati fuori dalla naftalina
della storia. Lo vediamo anche nel piccolo del veganesimosessuale.
La conclusione è semplice: nella vita dell'uomo moderno serve molta
più Chiesa e vita di fede e dottrina sana per uscire dalle nebbie
della follia.
Nota di BastaBugie: nell'articolo di Andrea Zambrano si parla delle
eresie degli Encratiti e dei Priscilliani che negavano
l'incarnazione. Ovviamente negando il Dio che si fa carne, la carne
diventava, per loro, nemica dell'uomo. Pertanto attribuivano al
demonio l'uso di mangiare bistecche e cosciotti.
Ecco cosa erano queste due pericolose eresie (che sono
drammaticamente tornate di moda oggi anche se con nuova
denominazione, ma stessa dottrina anti-procreazione,
anti-matrimonio, vegetariana, in definitiva disumana) secondo
quanto riportato su Wikipedia:
ENCRATISMO
L'encratismo è una dottrina morale di matrice gnostico-cristiana a
sfondo ascetico, di probabile influenza sethiana, che si diffuse in
Gallia e Spagna tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. I
seguaci di questa dottrina vengono detti encratiti.
Il termine deriva dal greco enkràteia, tradotto abitualmente come
«continenza»: in realtà il significato rimanda al «dominio di sé»
nell'accezione già indicata da Socrate, e si riferisce alla
capacità dell'individuo di padroneggiare istinti e passioni, in
vista di un perfezionamento etico della persona. [...]
L'encratismo si configura ben presto come sinonimo di «continenza
rigorosa e mortificante», confluendo nella concezione
filosofico-religiosa del manicheismo. Partendo dal principio
gnostico che identifica la materia col male, l'encratismo
attribuiva una valenza fortemente peccaminosa a numerosi aspetti
del vivere quotidiano come l'unione matrimoniale, il consumo di
carne e vino - al punto che Taziano, apologista greco del II secolo
ed esponente di punta dell'encratismo, giunse a sostituire l'acqua
al vino nell'eucaristia - e il benessere materiale oltre il
necessario, condannando ogni ostentazione di ricchezza e predicando
anzi un severo pauperismo. [...]
Secondo Ireneo gli encratiti, rifiutando il matrimonio, accusano
implicitamente il Creatore che fece sia l'uomo che la donna;
rifiutando tutte le carni e gli alimenti, che reputano
intossicanti, essi sono ingrati verso colui che creò tutte le cose
[...] (essi aborrivano il consumo di carne, il matrimonio e la
procreazione).
La parte dottrinale più particolare di questa setta consisteva
proprio nello sviluppo estremo dell'ideale ascetico della
continenza. Essi proclamavano l'agamia e soprattutto avversavano la
procreazione. In questa loro visione demonizzavano in particolar
modo la struttura fisica della donna vista come essere creato
appositamente per produrre altra materia. L'uomo, a differenza
della donna, avendo un ruolo secondario nella procreazione, poteva
accedere più facilmente alla sfera divina, per questo gli encratiti
sostenevano che una donna per potersi salvare doveva prima farsi
uomo. La strada per la salvezza passava quindi per il rifiuto della
pratica matrimoniale con il conseguente blocco del ciclo
generazione-corruzione-morte. Il primo passo per bloccare questo
circolo vizioso consisteva nella volontà di non far nascere altri
"esseri infelici" e di non offrire "nutrimento alla morte".
[...]
Questo gruppo ricevette nuova linfa vitale dall'ingresso di un
certo Severo: dopo di lui gli encratiti furono spesso chiamati
severiani. Questi encratiti severiani accettavano la legge di Dio,
i profeti, ed i Vangeli, ma respingevano gli Atti degli apostoli e
maledicevano Paolo di Tarso e le sue epistole. [...]
Essi scomparvero alla metà del V secolo, probabilmente assorbiti
dai manichei, con i quali avevano sin dall'inizio molto in
comune.
PRISCILLIANESIMO
Questo movimento prende il nome dal vescovo spagnolo Priscilliano,
nato ad Ávila intorno al 345 e giustiziato con sei seguaci a
Treviri nel 385 su ordine dell'imperatore Magno Massimo, dopo
essere stato denunciato da alcuni vescovi spagnoli.
Il Priscillianesimo, che si diffuse in Spagna, Provenza e
Aquitania, probabilmente sopravvisse fino al VI secolo,
specialmente in Galizia.
Priscilliano è la figura più rilevante di una comunità comprendente
altri vescovi ed influenzata da maestri gnostici provenienti da
Alessandria d'Egitto. Gli aspetti principali della dottrina
comprendono:
1. l'ascetismo;
2. il dualismo gnostico;
3. il modalismo in campo trinitario (ovvero le tre persone divine
sono considerate solo aspetti provvisori dell'unica
divinità);
4. il docetismo nella cristologia (ovvero negazione della carnalità
di Gesù);
5. il rivendicazionismo sociale;
6. credenza nell'astrologia (la motivazione della sentenza di morte
è di magia).
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5791
I VEGANSEXUAL FANNO SESSO SOLO CON VEGANI di Andrea Zambrano
Fortuna che c'è Repubblica a tenerci aggiornati su tutte le
perversioni contemporanee sennò come faremmo? Un interessante
articolo di Marino Nola pubblicato ieri ci informa dell'esistenza
dei vegansexual. Trattasi - nientemeno - di nuova tendenza del
veganesimo che tende a prediligere i rapporti sessuali tra vegani e
ad evitare coloro che mangiano carne. Ergo: salsicce e salamelle
bandite dal talamo perché si tratta di una promiscuità molto grave
che avrebbe anche delle giustificazioni, diciamo così, olfattive: i
non vegani infatti, che poi sarebbero la quasi totalità della
popolazione tranne quegli invasati dei vegani, emetterebbero degli
strani odori.
Eh…certo, mangiando carne animale, tra cosciotti di pollo e
prosciutti di suino, mangiano carcasse di animale. Dunque, in poche
parole: puzzano. Che poi: si azzardassero e definire il ragù di
nonna Silvana un cimitero di animali mentre lei è pronta a scolare
le tagliatelle e a servirle in tavola fumiganti, vedi come le
rincorrerebbe con il mestolo, queste frigide eretiche da
tavola.
Eccoci al punto. L'eresia. Dall'articolo si scopre che questo
movimento di vegansexual, non si sa quanto diffuso al mondo, in
realtà non è altro che una riedizione riveduta e corretta di
antiche eresie gnostiche dei primi secoli cristiani che
consideravano la carne con disprezzo: Encratiti, Eustaziani,
Priscilliani e quant'altro avevano la loro ragion d'essere nelle
eresie che di fatto negavano l'incarnazione: negando il Dio che si
fa carne, la carne è nemica dell'uomo. E pertanto alcuni di loro
attribuivano al demonio l'uso di mangiare bistecche e
cosciotti.
Fortuna che arrivò poi Sant'Agostino a rimettere le cose in chiaro
e dare loro il matterello della pasta sfoglia in testa. Nola
infatti ricorda che il vescovo di Ippona, nel suo libro sulle
eresie, imputa proprio al veganesimo spinto dei Priscilliani
l'incremento delle liti famigliari e delle separazioni causate
dalle abitudini alimentari di questi strani coniugi. Ma in questo
Agostino fu davvero un salvatore: bollando la stravaganza come
eresia contribuì anche all'estinzione di questi invasati
dell'insalata. Che oggi - seppur in forme diverse sono tornati,
sempre però con lo stesso spirito gnostico e fondamentalmente anti
umano.
Questa storia ci dimostra alcune cose interessanti: anzitutto che è
merito della Chiesa cattolica, dei suoi vescovi e dei suoi Padri
nei secoli se credenze, superstizioni e altre stupidaggini sono
state debellate consegnando all'uomo un corretto, armonioso e
razionale rapporto con il proprio corpo. E che dobbiamo dunque
ringraziare i credenti in Cristo se oggi l'uomo non è ottenebrato
da queste sciocchezze. Ma la storia ci insegna anche un'altra
verità: oggi, che la fede è in crisi e spesso gli uomini di Chiesa
non fanno il loro dovere di correzione degli errori, questi errori
vengono propagati dopo essere stati ritirati fuori dalla naftalina
della storia. Lo vediamo anche nel piccolo del veganesimosessuale.
La conclusione è semplice: nella vita dell'uomo moderno serve molta
più Chiesa e vita di fede e dottrina sana per uscire dalle nebbie
della follia.
Nota di BastaBugie: nell'articolo di Andrea Zambrano si parla delle
eresie degli Encratiti e dei Priscilliani che negavano
l'incarnazione. Ovviamente negando il Dio che si fa carne, la carne
diventava, per loro, nemica dell'uomo. Pertanto attribuivano al
demonio l'uso di mangiare bistecche e cosciotti.
Ecco cosa erano queste due pericolose eresie (che sono
drammaticamente tornate di moda oggi anche se con nuova
denominazione, ma stessa dottrina anti-procreazione,
anti-matrimonio, vegetariana, in definitiva disumana) secondo
quanto riportato su Wikipedia:
ENCRATISMO
L'encratismo è una dottrina morale di matrice gnostico-cristiana a
sfondo ascetico, di probabile influenza sethiana, che si diffuse in
Gallia e Spagna tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. I
seguaci di questa dottrina vengono detti encratiti.
Il termine deriva dal greco enkràteia, tradotto abitualmente come
«continenza»: in realtà il significato rimanda al «dominio di sé»
nell'accezione già indicata da Socrate, e si riferisce alla
capacità dell'individuo di padroneggiare istinti e passioni, in
vista di un perfezionamento etico della persona. [...]
L'encratismo si configura ben presto come sinonimo di «continenza
rigorosa e mortificante», confluendo nella concezione
filosofico-religiosa del manicheismo. Partendo dal principio
gnostico che identifica la materia col male, l'encratismo
attribuiva una valenza fortemente peccaminosa a numerosi aspetti
del vivere quotidiano come l'unione matrimoniale, il consumo di
carne e vino - al punto che Taziano, apologista greco del II secolo
ed esponente di punta dell'encratismo, giunse a sostituire l'acqua
al vino nell'eucaristia - e il benessere materiale oltre il
necessario, condannando ogni ostentazione di ricchezza e predicando
anzi un severo pauperismo. [...]
Secondo Ireneo gli encratiti, rifiutando il matrimonio, accusano
implicitamente il Creatore che fece sia l'uomo che la donna;
rifiutando tutte le carni e gli alimenti, che reputano
intossicanti, essi sono ingrati verso colui che creò tutte le cose
[...] (essi aborrivano il consumo di carne, il matrimonio e la
procreazione).
La parte dottrinale più particolare di questa setta consisteva
proprio nello sviluppo estremo dell'ideale ascetico della
continenza. Essi proclamavano l'agamia e soprattutto avversavano la
procreazione. In questa loro visione demonizzavano in particolar
modo la struttura fisica della donna vista come essere creato
appositamente per produrre altra materia. L'uomo, a differenza
della donna, avendo un ruolo secondario nella procreazione, poteva
accedere più facilmente alla sfera divina, per questo gli encratiti
sostenevano che una donna per potersi salvare doveva prima farsi
uomo. La strada per la salvezza passava quindi per il rifiuto della
pratica matrimoniale con il conseguente blocco del ciclo
generazione-corruzione-morte. Il primo passo per bloccare questo
circolo vizioso consisteva nella volontà di non far nascere altri
"esseri infelici" e di non offrire "nutrimento alla morte".
[...]
Questo gruppo ricevette nuova linfa vitale dall'ingresso di un
certo Severo: dopo di lui gli encratiti furono spesso chiamati
severiani. Questi encratiti severiani accettavano la legge di Dio,
i profeti, ed i Vangeli, ma respingevano gli Atti degli apostoli e
maledicevano Paolo di Tarso e le sue epistole. [...]
Essi scomparvero alla metà del V secolo, probabilmente assorbiti
dai manichei, con i quali avevano sin dall'inizio molto in
comune.
PRISCILLIANESIMO
Questo movimento prende il nome dal vescovo spagnolo Priscilliano,
nato ad Ávila intorno al 345 e giustiziato con sei seguaci a
Treviri nel 385 su ordine dell'imperatore Magno Massimo, dopo
essere stato denunciato da alcuni vescovi spagnoli.
Il Priscillianesimo, che si diffuse in Spagna, Provenza e
Aquitania, probabilmente sopravvisse fino al VI secolo,
specialmente in Galizia.
Priscilliano è la figura più rilevante di una comunità comprendente
altri vescovi ed influenzata da maestri gnostici provenienti da
Alessandria d'Egitto. Gli aspetti principali della dottrina
comprendono:
1. l'ascetismo;
2. il dualismo gnostico;
3. il modalismo in campo trinitario (ovvero le tre persone divine
sono considerate solo aspetti provvisori dell'unica
divinità);
4. il docetismo nella cristologia (ovvero negazione della carnalità
di Gesù);
5. il rivendicazionismo sociale;
6. credenza nell'astrologia (la motivazione della sentenza di morte
è di magia).
Weitere Episoden
4 Minuten
vor 8 Monaten
5 Minuten
vor 1 Jahr
6 Minuten
vor 1 Jahr
7 Minuten
vor 3 Jahren
6 Minuten
vor 4 Jahren
In Podcasts werben
Kommentare (0)