Una settimana a Vitalia: Capitolo 1. DOMENICA

Una settimana a Vitalia: Capitolo 1. DOMENICA

33 Minuten

Beschreibung

vor 2 Jahren

Il libro di Vitalia (e-book + libro degli esercizi +
audio) è ⁠⁠QUI!





Ho creato per voi una serie di episodi speciali per un
“podcast in giallo”: andiamo a Vitalia a risolvere un
mistero! La protagonista di questa audio storia si
chiama Grazia Sagama, e vi farà compagnia per
otto giornate: con lei scopriremo i segreti di un piccolo paese,
Vitalia, e ci prepareremo per la “Festa d’autunno”.







“Una settimana a Vitalia” è una storia divisa
in otto capitoli, che condividerò con voi da
oggi a Domenica prossima. 







Qui trovate la trascrizione dell’inizio del primo
capitolo:



Quando apri gli occhi e dalla finestra non filtra un minimo di
luce può significare solo una cosa: autunno. Buio, ma che dico
buio, buio pesto. Di quelli che apri gli occhi sbattendo le
palpebre una, due, tre volte, ma niente. E in più, freddo. Un
freddo che, se non fosse per l’allergia alla pigrizia sviluppata
in anni di sveglia alle 5:15, uscire dal letto sarebbe da
considerarsi un crimine. 


Ma non fatevi ingannare: novembre è molto di più e molto meglio
di questa inclemente presentazione. E io sono molto meno
brontolona di quello che sembro. È solo che adoro percepire il
cambio di stagione. Dovevo nascere meteorologa. Ma ora basta, mi
alzo, se no la prossima volta che dico che non sono pigra non ci
crede più nessuno. 


Oggi è domenica, lo so da quel leggero residuo di nostalgia per
una settimana che finisce, misto all’entusiasmo per quella che
inizia. Sì, avete capito bene, è novembre, è buio, fa freddo,
sono le 5:15 e io sono entusiasta. Ve l’avevo detto che non ero
poi così brontolona. 


Anzi, stamattina crepi l’avarizia mi apro pure quel pacchetto di
fette biscottate nuove, quelle agli otto cereali, un misto di
farine nuove e antiche, né spesse né sottili, croccanti al punto
giusto, che se ci mettiamo a fare bene i conti costano circa
tremila lire a fetta. Ma io e il mio entusiasmo i conti
stamattina non li facciamo, e poi guardate che i cereali costano
e qui dentro ce ne sono ben otto. 


Il tè è quasi pronto: seduta a tavola, mentre guardo fuori dalla
finestra, tengo in mano una fetta piena di purissimi cereali
pronta per essere inzuppata. Ma non la inzuppo, no, la tengo a
mezz’aria, mentre sorrido inconsapevole dell’incredibile
settimana che mi aspetta. 

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