Teresa Ciabatti è una delle scrittrici italiane più lette. Una
che ha il coraggio di essere scomoda, addirittura scorretta.
Figlia di un medico chirurgo, Teresa cresce a Orbetello in una
villa con piscina per poi trasferirsi a Roma, ai Parioli, in
adolescenza. La perdita della piscina, verso i 14 anni,
rappresenta una perdita di identità. «I miei amici romani
venivano da me solo perché c'era la piscina. Nel momento in cui
nella vita reale ho perso la piscina nessuno più mi ha cercata. E
per me è stata una fortuna perché a quel punto io dovevo cercarmi
un’identità vera. Tante volte penso che se non avessi perso
niente, probabilmente non sarei diventata una scrittrice e non
avrei avuto tutta la possibilità dell'Immaginazione. Perché se tu
hai tutto, pensa quanto è ridotto il campo della
possibilità».
Teresa capisce allora che il vero potere non sono i soldi, ma le
relazioni. «Io con la piscina ero circondata da persone che poi
subito sono sparite. Senza piscina, ci ho messo vent'anni, però
ho trovato delle persone che sono ancora della mia vita». Per
quanto è trasgressiva nella scrittura, Teresa è molto posata
nella vita reale: odia fare shopping, non viaggia. Però il suo
conto in banca parla di passioni bizzarre, come quella per le
costose imitazioni delle bambole reborn, che possiede in ben
sette esemplari
Con infinita tenacia, Teresa riesce a vivere della scrittura,
sperimentando la perdita di libertà che porta con sé il successo,
ma riuscendo comunque a tenere fede alla sua voce e ai suoi
protagonisti sgradevoli, per i quali si rifiuta di disegnare una
parabola evolutiva.
Oggi ha una figlia adolescente alle prese con la ricerca di
identità. Una ricerca che, com’è stato per Teresa a 14 anni,
passa attraverso il possesso e la condivisione di cose. Ma quello
che Teresa vorrebbe insegnarle è che i soldi, specie alla sua
età, sono una trappola. Per cui nascere ricchi è solo in
apparenza un privilegio.
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