Luca Foresti, classe 1973, è un imprenditore. Magari non lo è
sempre, tecnicamente, ma la sua bussola interiore è lì che punta.
Fin da ragazzo, capisce c'è una ricchezza finanziaria, legata a
ciò di cui puoi disporre in quel momento, e c'è una ricchezza
economica, legata alle possibilità che hai di produrre reddito in
una vita intera, e quindi alle capacità, alle passioni, alla
relazioni.
Cresciuto in una famiglia umile, Luca affianca il lavoro allo
studio fin da ragazzino: prima in fabbrica, poi a raccogliere le
patate, infine a insegnare a corsi di lettura e memoria rapida.
Fino a che conosce un professore che lo fa appassionare ad una
disciplina che guiderà le sue scelte negli anni successivi: la
fisica. Luca entra alla Normale di Pisa e per lui, in quel
momento, si apre un mondo di possibilità: in Università riceve un
piccolo stipendio mensile ma soprattutto ha accesso a libri,
film, dischi. In quegli anni si rende conto che la vera scarsità
è il tempo, «perché erano molte più le cose belle che potevo fare
che il tempo a disposizione per farle».
Dopo la laurea, Luca fa un dottorato in Matematica Finanziaria e
subito dopo, inizia lavorare. Ogni sua scelta, in quegli anni, è
dettata dalla possibilità di apprendimento che un certo lavoro
gli da e non dallo stipendio. Verso i 30 anni capisce che vuole
fare un passo in più verso la complessità: diventare
imprenditore. E così fonda una start-up assieme a sua moglie. Ma
le cose non vanno come si aspettavano e nel giro di pochi anni si
ritrovano a fronteggiare molti debiti. Ma anche in questo momento
difficile, Luca mantiene un profilo di rischio molto elevato, che
nasce dalla consapevolezza mai sopita di possedere ricchezza
economica.
Per fare cassa e ripagare i debiti, accetta alcune consulenze e
poi diventa amministratore delegato del Sant'Agostino di Milano.
«Una sconfitta morale inizialmente. Poi, però, per un mix di
fortuna e bravura, il Sant’Agostino è diventato di fatto una
start-up». Luca ne diviene socio e dopo averne guidato la exit,
torna a fare l'imprenditore.
In questi anni di montagne russe e di continui cambiamenti, le
conversazioni finanziarie non avvengono mai in stanze chiuse ai
loro tre figli: la famiglia di Luca diventa una sorta di
laboratorio di educazione finanziaria che codifica un vero e
proprio metodo che ci ha generosamente raccontato.
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