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  4. Episodio 87. Il prezzo che pago per aver scelto di lavorare nella cultura

Michela Cesaretti ha 57 anni e vive a Roma. È cresciuta in una
famiglia che aveva pochi soldi, ma in un contesto in cui i soldi
erano poco importanti. Perché non ce li aveva nessuno e non si
aveva mai la percezione di una carenza. I suoi genitori erano
entrambi insegnanti ed erano cresciuti in un mondo in cui i figli
facevano il lavoro dei padri. Con Michela, questo meccanismo si
interrompe. Le dicono che deve scegliere il lavoro che
l'appassiona e lei si laurea in Lettere, con indirizzo Discipline
dello Spettacolo.


Michela, sia prima sia dopo la laurea, sperimenta diversi lavori
nel mondo culturale, senza mai avere entrate davvero regolari. E
benché non avesse una particolare vocazione alla libera
professione, capisce che l’unico modo per lavorare con la cultura
e con lo spettacolo è aprire la partita Iva. In questa dimensione
professionale, dentro la quale mette tutta la sua passione,
Michela però si sente scomoda dal punto di vista finanziario,
perché i compensi non sono commisurati alla mole di lavoro. E le
tasse «sembravano sempre una cosa fuori misura rispetto a quello
che guadagnavo in un anno», racconta. «Quando bisognava fare la
dichiarazione dei redditi provavo sempre uno stupore incredulo.
Pensavo di essere incapace».


Durante la pandemia, momento drammatico per tutti gli artisti,
Michela attiva un servizio di teatro delivery, in cui va a
raccontare storie a domicilio. Più che mai si rende conto del
potere delle storie e del valore che ha il suo lavoro. Eppure,
proprio quando percepisce l’importanza di ciò che fa, Michela
prende atto che i beneficiari del suo lavoro faticano ad
attribuire a esso un valore economico: «Vi ho scritto che avrei
voluto fare questa intervista dopo aver detto sì a una persona
che mi ha chiesto di andare a raccontare gratuitamente, in una
situazione socialmente complessa. Tendenzialmente mi sono imposta
di non accettare, ma ogni tanto cedo perché riconosco la potenza
del racconto».


In questo contesto difficile, Michela oggi desidera soltanto una
cosa: essere chiamata per fare ciò che ama e percepire un giusto
compenso per vivere una vita dignitosa. 
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„Episodio 87. Il prezzo che pago per aver scelto di lavorare nella cultura“

Worum geht es? Danach fragen wir noch nach dem Grund.

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