Clara Tourres ha 33 anni ed è nata e cresciuta in Francia, in una
famiglia di origine spagnola. Da sette anni vive a Napoli, dove
lavora come giurista in un’azienda. Fin da quando è adolescente,
impara che i soldi si guadagnano con il sacrificio, e così,
appena 16enne, inizia a lavorare e non smette più: fa la
babysitter, l’hostess, la barista. Mette assieme 1000 euro al
mese e nel frattempo, studia Legge. Da sacrificio, i soldi
iniziano a significare possibilità, e Clara matura un’importante
fiducia sulla sua possibilità di guadagnare e stare al
mondo.
All’ultimo anno di università, parte per l’Erasmus a Roma. E qui
ha una sorta di epifania circa il luogo in cui vivere: dopo la
laurea, infatti, le piacerebbe restare in Italia. Tuttavia, le
difficoltà italiane nell’inserimento lavorativo, la costringono a
ritornare in Francia, a Parigi, dove inizia a lavorare come
giornalista. Un volta terminato il contratto a tempo determinato,
gliene propongono uno a tempo indeterminato. Ma nel frattempo,
una sua amica francese che lavora a Napoli, le offre il suo posto
in un’associazione che opera nel terzo settore. Lei accetta senza
pensarci troppo. Lì guadagna 715 euro al mese e pensa di non aver
bisogno di molto di più: «Ero convinta che non avevo bisogno di
soldi perché ero una persona che viveva di esperienze, non di
cose fisiche».
Tre anni dopo, però, Clara la pensa molto diversamente. Si è
ormai resa conto che in quell’associazione non avrebbe avuto un
aumento ed è andata a lavorare in un’altra, più piccola, dove le
cose vanno ancora peggio e per sette mesi non riceve stipendio.
Ad aiutarla nel navigare questi mesi difficili c’è il gruzzoletto
che aveva messo da parte negli anni. Ma c’è anche un percorso di
yoga e meditazione, che sarà fondamentale nella sua storia,
perché la aiuterà a darsi il giusto valore.
E infatti, a gennaio 2020, con la pandemia alle porte, Clara
riceve un’offerta di lavoro da un’azienda come giurista. E,
complice il lavoro fatto sui suoi pensieri, fa una cosa
totalmente inaspettata: affronta la sua prima richiesta di
aumento salariale. Dai 1.250 euro che le offrono, Clara riesce ad
arrivare a 1.600. Arrivata a questo punto del suo percorso, si
rende conto di quanto il suo “disinteresse” per i soldi l’avesse
portata a doversene preoccupare ancora di più. «Non è detto che,
semplicemente perché stai facendo, ce la farai per forza, perché
ci sono circostanze esterne che possono essere molto sfidanti e
difficili».
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