Elena Valzania ha 57 anni, vive a Ravenna dove è nata, ed è una
naturopata. Cresce in una famiglia che non ha problemi economici,
ma è poco avvezza a godere della ricchezza. «Sia io che mia
sorella abbiamo beneficiato di una situazione in cui i nostri
familiari conducevano vite semplici, risparmiavano e investivano.
Infatti, la casa in cui abito l'ho ereditata da loro».
A un certo punto, la malattia entra nella storia familiare e si
intreccia alle questioni economiche. La nonna "imprenditrice"
muore a 56 anni e il papà di Elena si ammala gravemente, per poi
morire quando Elena ha 20 anni. «A volte si pensa che l’eredità
sia solo una fortuna, ma in realtà va gestita sotto molti
aspetti, anche da un punto di vista emotivo». Assieme ai soldi,
infatti, Elena eredita anche il modo in cui i soldi sono
considerati nella sua famiglia. «La pesantezza della gestione,
l'equazione lavoro = fatica..., ma all'epoca non riuscivamo a
vederlo. È stato più chiaro solo dopo».
Elena fin da piccola si interroga sulle malattie che sembrano
accanirsi sulla sua famiglia, sul perché colpiscono alcuni e non
altri. Così da grande studia Farmacia, e una volta laureata, si
appassiona al mondo dell'omeopatia. Quando inizia a lavorare, le
sembra facilissimo rispetto allo studio. Ma il fatto di non
provare quella fatica di cui sentiva parlare in famiglia, le fa
dubitare del valore da attribuire al suo lavoro. E infatti,
quando viene assunta in una cooperativa di Bologna, non negozia
lo stipendio.
A un certo punto, mentre è alla sua prima maternità, l’azienda
viene acquisita da una più grande e si avvia il processo di
fusione. Al suo rientro, Elena capisce di essere finita dentro un
gioco finalizzato a spingerla alle dimissioni. Nel frattempo,
scopre di essere incinta della sua seconda bambina, così decide
di non avviare una battaglia legale ma di patteggiare. Chiude la
sua carriera aziendale con un licenziamento e un po’ di soldi da
parte dell’azienda.
Elena non rientrerà più nel mondo ufficiale del lavoro: «Ho
continuato a fare molta formazione per me e ho trasformato in
vari modi queste conoscenze». I soldi necessari ad andare avanti,
però, in un modo o nell’altro, entrano. Ed Elena procede nella
sua vita, con una leggerezza sconosciuta ai suoi familiari. Che
le è concessa, però, anche grazie all’eredità materiale ricevuta
da loro: «Io e mio marito abbiamo sempre avuto questa mentalità
di investire su di noi: se avevamo mille euro in più, ci facevamo
un viaggio. Diciamo che finora è andata bene, però siamo
consapevoli che è importante avere un po' più di progettualità.
Forse adesso diventeremo più saggi… ci stiamo dando una regola».
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