Francesco Scinetti vive a Milano, dove lavora come ricercatore
all’Università Cattolica. Cresciuto a Dubino, un paese di 3.000
abitanti in provincia di Sondrio, a 13 anni va a studiare in una
cittadina più grande, Morbegno, dove trova un unico modo per
socializzare: acquistare capi e accessori di tendenza, che gli
promettevano riconoscimento sociale. «Iniziai a fare pressione
sui miei genitori, chiedendo una paghetta. Ogni centesimo che
riuscivo a mettere da parte lo spendevo in vestiti. Era il mio
unico modo di emergere».
Una volta cresciuto, Francesco decide di abbandonare la
Valtellina e di iscriversi alla Facoltà di Economia a Bologna,
dove scopre un modo nuovo di spendere i soldi: «A Bologna, smetto
completamente di comprare cose materiali, e inizio a spendere
solo per fare cose e incontrare persone». Ma questa non è l’unica
scoperta che fa. Nonostante avesse scelto Economia senza una
visione precisa di cosa avrebbe studiato, si trova immerso in un
mondo che lo entusiasma, stimolando in lui una curiosità
crescente e una passione che non aveva mai immaginato. Così,
finita la Triennale, decide di fare anche la Magistrale e si
sposta in Bocconi, a Milano. Sono gli anni del Covid, e lui
approfitta dell'isolamento per approfondire un tema che nei suoi
studi universitari non viene mai trattato: la finanza personale.
Inizia così a investire i suoi primi soldi guadagnati negli stage
e a imparare dai suoi errori. Una volta laureato, inizia subito a
lavorare come ricercatore presso l’Osservatorio dei Conti
Pubblici Italiani, dove guadagna 1.700 euro al mese.
Con i primi risparmi che riesce a mettere da parte, decide di
fare un Master sulla Finanza personale in Svizzera. «L'ho fatto
perché volevo acquisire delle conoscenze per non dover dipendere
da un consulente finanziario. In realtà, scopro che mi piace
davvero». E infatti, tempo un mese dalla fine del Master,
Francesco si iscrive all’esame per entrare all’albo dei
consulenti finanziari indipendenti. E inizia a pratica l’attività
come secondo lavoro. «A dicembre ho fatturato 5.300 euro, a
gennaio 200. Quindi, è tutto molto variabile. Ma sto iniziando a
farmi strada».
Nonostante ciò, forte della sua entrata fissa, Francesco non ha
dubbi: vuole diventare libero economicamente a 45 anni. E per
farlo, ha già la sua strategia. «Mettendo da parte 500 euro
al mese con costanza per 20 anni, si arriva a un capitale di
circa 400.000 euro. E ciò, non significa semplicemente avere una
somma da spendere, ma possedere un patrimonio investito in un
portafoglio diversificato tra azioni e obbligazioni, che
mediamente può rendere il 7% annuo. Questo si traduce in circa
28.000 euro l’anno solo di rendimenti e dividendi. Ovviamente,
tra vent’anni il costo della vita sarà più alto, ma resta
comunque una base solida per costruire la propria libertà
finanziaria».
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