Irene Vercellino ha 35 anni ed è una scienziata che vive in
Germania, dove è group leader di un importante istituto di
ricerca, e una Junior Professor affiliata all’Università di
Dusseldorf. Nata a Biella, la sua famiglia ha sempre considerato
l’istruzione come una priorità: «Il denaro per noi è sempre stato
un mezzo per coprire da una parte le necessità e dall’altra per
investire nell’istruzione».
E infatti, sia lei che i suoi due fratelli intraprendono percorsi
accademici, frequentando Università e Master. Irene, in
particolare, dopo il Liceo Scientifico, si trasferisce a Torino
per studiare Biologia. Dopo uno stage a Siena si trasferisce in
Svizzera per un dottorato, dove passa quattro anni. E
successivamente, in Austria, per un post-dottorato. A Vienna
Irene ci resta per altri quattro anni e mezzo. Al termine di
questo periodo le si presenta un bivio: da una parte un grant di
un milione di euro che ha vinto allo Human Technopole di Milano
per aprire il suo laboratorio in Italia, e dall’altra, una
posizione di group leader in Germania. «E visto che la situazione
dei fondi per la ricerca in Germania era migliore, ho pensato che
a lungo termine sarebbe stato meglio rimanere qui. È stato in
quel momento che ho preso la decisione, abbastanza definitiva, di
non tornare».
Intanto, durante i mesi sospesi del Covid, Irene incontra in
Austria l’uomo che diventerà suo marito, che decide di seguirla
in Germania, dove però, non riesce a trovare lavoro. Così, fanno
un nuovo progetto di vita: avere un bambino. «Per la maggior
parte della mia vita ho pensato che non avrei mai avuto figli, e
solo il fatto di avere un compagno che si sarebbe occupato del
bambino mi ha permesso di decidere diversamente e considerare
l'opzione». E così, Irene continua a lavorare, fermandosi solo
per le otto settimane di maternità obbligatorie previste dalla
legge tedesca.
In questa insolita dinamica di relazione, la gestione delle spese
non è affidata al caso, come spesso avviene quando i ruoli sono
invertiti. Irene si occupa di tutti i costi fissi, come affitto,
bollette e utenze. E versa ogni mese 600 euro sul conto di suo
marito. Per le spese quotidiane ma anche per i suoi bisogni. E
conscia del potere economico che il suo ruolo le conferisce
all’interno della coppia, Irene coinvolge attivamente il marito
in ogni decisione finanziaria, condividendo ogni scelta per
mantenere un equilibrio e una piena trasparenza nella gestione
del denaro.
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