Roberta Cavaglià ha 27 anni, fa la giornalista e lavora come
consulente di comunicazione freelance. Oggi vive a Barcellona, ma
le sue radici affondano a Torino, dove la storia della sua
famiglia è intrecciata alla storia industriale della città — e,
in particolare, alla Fiat. È lì che nasce la sua prima idea di
denaro: «I miei nonni con il loro stipendio da operai sono
riusciti a fare cose oggi impensabili. Uno ha cresciuto tre
figlie con una moglie che non lavorava. L’altro è andato in
pensione presto e si è comprato due case».
Risultati possibili in un’epoca in cui il rapporto tra salario e
costo della vita era molto diverso da quello attuale. Ma anche
grazie a una mentalità, quasi una filosofia familiare, basata sul
risparmio. Un’eredità culturale che Roberta conosce bene.
Finite le superiori, Roberta lascia Torino e si trasferisce a
Forlì per studiare Mediazione interculturale. Dopo la laurea
triennale, ha già le idee chiare su quale magistrale frequentare.
Ma il destino le lancia un segnale: dimentica di inviare la
domanda di ammissione. Così, mentre aspetta l’anno successivo per
riprovare il test, quel tempo sospeso si trasforma in uno spazio
nuovo, fertile: «È lì che ho scoperto il mondo della
comunicazione, del giornalismo».
Spinta da questa curiosità, scrive il suo primo pitch per un
articolo e lo invia a una rivista. Intanto, insieme a un gruppo
di amiche, apre una pagina Instagram dedicata alla divulgazione
femminista. Quella pagina diventa un laboratorio: scrittura,
social media, grafica. E poco a poco, arrivano anche i primi
clienti.
Nel frattempo, Roberta riesce a entrare nella facoltà che sognava
ma mentre prosegue gli studi, il suo percorso lavorativo prende
sempre più chiaramente un’altra direzione. Il giornalismo e la
comunicazione le sembrano ormai lo spazio più naturale in cui
muoversi, così decide di aprire la partita Iva e di iniziare a
lavorare da freelance.
La sua piena indipendenza economica arriva un anno fa, quando si
trasferisce a Barcellona. È lì che, in questo nuovo assetto —
autonoma, all’estero, con la partita Iva — comincia anche a
gestire in modo rigoroso le proprie finanze. Tiene traccia di
ogni spesa, ogni entrata, si fa i conti delle tasse in anticipo,
si impone un budget mensile. Nel futuro, ha in mente due
traguardi ben precisi: comprare una casa e liberarsi finalmente
dal pensiero dei soldi. Perché quando ci si sente
finanziariamente al sicuro, allora ci si può anche prendere il
lusso di dimenticarsi del denaro.
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