Federica Falzea ha 43 anni, vive a Milano ma è nata e cresciuta a
Lecce in una famiglia dove l’istruzione è sempre stata il vero
motore di riscatto sociale. Figlia di due medici, Federica
sceglie un approccio più olistico alla cura: va a studiare
osteopatia a Milano, trovando alloggio presso una congregazione
di suore, dove per la prima volta entra in contatto con la vita
religiosa.
Dopo quattro anni di studio, la svolta. Decide di lasciare la
scuola per entrare in convento, dove trascorre nove anni
studiando Psicologia Giovanile e Teologia. Col tempo, però, la
spinta iniziale inizia ad affievolirsi e Federica decide di
lasciare la vita religiosa per riprendere gli studi di
osteopatia. In tre anni conclude la scuola, apre uno studio,
si sposa e ha due figli.
Tutto procede bene fino al 2022, quando le viene diagnosticato un
tumore al peritoneo. Durante l’intervento le vengono asportati
anche utero e ovaie e, dopo l’operazione, cominciano sintomi
molto potenti: confusione, sbalzi d’umore, sudorazione e
insonnia, inizialmente attribuiti all’intervento.
Nella casa di cura dove è stata operata, nessuno la informa che
la rimozione degli organi riproduttivi avrebbe causato una
menopausa chirurgica precoce. Solo in seguito, grazie alla sua
ginecologa, arriva la diagnosi corretta e l’inizio della terapia
ormonale sostitutiva, la TOS. Federica sta meglio, ma si ritrova
ad affrontare un nuovo ostacolo: i costi.
La terapia, infatti, è tutta a carico suo. Tra farmaci, pomate
specifiche e fisioterapia riabilitativa legata ai sintomi della
menopausa, la spesa arriva facilmente a superare i 3.000 euro
all’anno. Una cifra significativa, soprattutto se si considera
che molte di queste cure non sono un “di più”, ma un’esigenza per
continuare a vivere bene.
I costi della menopausa non si fermano però alle terapie: si
riflettono anche sul lavoro. Le donne affrontano questo passaggio
fisiologico nel momento di massima responsabilità e rendimento
professionale. Secondo uno studio anglosassone, ogni anno le
donne in menopausa si assentano dal lavoro per una media di 24
ore, causando una perdita economica stimata in 15 milioni di
euro. E se lavori in proprio, come Federica, il prezzo si misura
in termini di mancato guadagno: «Io, da agosto del 2022, dopo
circa cinque mesi, ho ripreso a lavorare. Cinque mesi senza
alcuna entrata, senza alcun guadagno».
Così, per contrastare anni di invisibilità e disinformazione,
Federica e un’amica, Silvia, decidono di dare vita a MenoP: un
progetto che vuole rompere il tabù attorno alla menopausa e dare
finalmente voce a un’esperienza femminile ancora troppo spesso
ignorata. Insieme organizzano focus group e incontri nelle
aziende, portando formazione e consapevolezza dove ancora mancano
strumenti e parole: «Cerchiamo di offrire una narrazione della
menopausa diversa da quella che ci viene solitamente proposta,
una narrazione in cui possiamo davvero riconoscerci e sentirci
coinvolte».
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