Amatissima dal pubblico per empatia, tenacia e autenticità,
Nicole Rossi è un’attrice e Content Creator italiana, diventata
celebre con Il Collegio e consacrata dalla vittoria a Pechino
Express nel 2020. Ma dietro il suo successo c’è una storia che
parla di periferia, di sacrifici e di una fame che non è soltanto
materiale.
Cresciuta in una famiglia operaia a Cinecittà, Nicole impara
presto il peso e il valore del denaro. In casa non è un tabù, ma
manca una vera educazione finanziaria: «Sapevo solo che nei
momenti in cui la mia famiglia si lamentava di più non dovevo
chiedere soldi», racconta. Quelle ristrettezze la spingono a
lavorare fin da giovanissima. Non solo per non dover più chiedere
nulla, ma soprattutto per concedersi il teatro, la sua prima
grande passione: «Il teatro per me era la possibilità di guardare
già oltre i muri del quartiere». Accanto a lei c’è il padre:
scettico sull’idea di un vero riscatto sociale, ma pronto a
sostenerla in ogni passo: «Con una mano mi diceva di no con
l'altra mi dava i soldi per fare lezioni di recitazione».
Con l’arrivo della notorietà – tra Il Collegio, Pechino Express e
Skam – Nicole si trova giovanissima a dover gestire fama e
denaro. Il primo stipendio lo spende in cose futili, piccoli
oggetti che rappresentano però una rivendicazione di libertà: per
la prima volta non deve dire “grazie” a nessuno. Poi, grazie al
padre, impara a dare struttura al suo lavoro: apre la Partita
Iva, mette da parte i risparmi e punta a un obiettivo preciso, la
sua prima casa. Lo raggiunge un anno e mezzo fa, con orgoglio ma
anche con un misto di senso di colpa e paura: orgoglio per la
conquista, colpa per il confronto con i genitori che ci erano
riusciti poco prima, timore che sia un’illusione difficile da
mantenere.
Oggi Nicole guadagna molto più dei suoi coetanei, ma non smette
di fare i conti con la precarietà del suo mestiere. «Se io
potessi scegliere di avere 10.000 euro al mese, ma rinunciare ai
10 milioni che potrei guadagnare con un film hollywoodiano, io
rinuncerei», confessa. «Non sono ingorda dell’avere di più:
voglio solo mantenere quello che ho». Il suo rapporto con il
denaro, infatti, è pragmatico: «Non cerco l’arricchimento
illimitato, cerco la stabilità e la possibilità di godere delle
cose semplici».
Anche nella gestione quotidiana Nicole è metodica: «Ho imparato a
separare i conti: da una parte metto tutto ciò che arriva,
tenendo conto di mutuo e spese fisse; dall’altra scelgo una cifra
che considero come il mio stipendio, solo per ciò che posso
davvero permettermi. Così vivo più serena». Ma il suo vero
rituale di benessere finanziario, spiega, «non ha a che fare con
numeri o tabelle: sta nel guardare oltre i soldi e concentrarmi
su quello che mi permettono di vivere».
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