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Ma perché? Archiv

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10 Minuten
Il ministro della Salute Orazio Schillaci sta lavorando a una riforma della medicina generale, ancora in fase iniziale. Il testo introduce un doppio canale tra libera professione e rapporto di dipendenza su base volontaria, legato alle Case della Comunità. Prevede anche una nuova specializzazione universitaria di quattro anni in medicina generale.

Tra le novità, i pediatri potranno seguire i pazienti fino ai 18 anni, con aumento di costi e del numero massimo di assistiti. L’obiettivo è modernizzare il sistema sanitario, ma molti medici restano critici sulla direzione intrapresa. Ma perché? Ne parlo con Valentina Paolucci.

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9 Minuten
Negli ultimi mesi il conflitto tra Russia e Ucraina è passato in secondo piano per via di nuove tensioni internazionali.

Sul piano diplomatico emergono però sviluppi rilevanti, soprattutto in Europa dopo la sconfitta alle elezioni di Viktor Orbán. Lo sblocco dei fondi europei rafforza il sostegno a Kiev e accelera l’azione dell’Unione.

Il 29 aprile Putin, un po' a sorpresa, ha chiamato Trump proponendo una tregua per il Giorno della Vittoria. Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori.

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8 Minuten
La scorsa settimana il procuratore Fabio Napoleone ha incontrato la procuratrice generale Francesca Nanni per discutere delle indagini in corso. Dal lavoro degli inquirenti emergono nuovi elementi sul caso di Chiara Poggi.

L’ipotesi attuale esclude la presenza di più persone sulla scena del crimine. Secondo questa ricostruzione, Andrea Sempio sarebbe stato da solo il giorno dell’omicidio. E adesso la Procura lo ha nuovamente convocato. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Orlandi.

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9 Minuten
Fino agli anni '60, gli attuali Emirati erano noti come “Stati della Tregua”, sotto protettorato britannico. Con il ritiro del Regno Unito nel 1968, prende avvio un processo che porta nel 1971 alla nascita degli Emirati Arabi Uniti, una federazione di monarchie guidata da leader come Zayed bin Sultan Al Nahyan e Rashid bin Saeed Al Maktoum. Le risorse petrolifere, scoperte già dagli anni '50, erano inizialmente controllate da compagnie occidentali, lasciando agli emiri solo una parte dei profitti. Nel 1960, i paesi produttori iniziano a rafforzare il proprio potere sul mercato energetico grazie anche alla fondazione dell'OPEC, l'organizzazione dei Paesi Esportatori del Petrolio che nelle scorse ore gli Emirati Arabi Uniti, dopo quasi 60 anni, hanno annunciato di voler lasciare. Ma perché? Ne parlo con Enzo Panizio.

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9 Minuten
Nicole Minetti emerge nel 2010, eletta nel “listino” di Roberto Formigoni su spinta di Silvio Berlusconi, pur senza esperienza politica. Nello stesso anno è coinvolta nel caso Ruby, quando interviene per l’affidamento della minorenne Karima El Mahroug. Nel 2013 viene condannata nel processo Ruby bis per favoreggiamento della prostituzione, con pena poi ridotta e confermata in via definitiva. Nel 2021 patteggia un’ulteriore condanna per peculato e truffa legati ai rimborsi regionali. L'11 aprile ottiene la grazia dal Presidente della Repubblica. È lo stesso Mattarella adesso a chiedere chiarimenti sui presupposti che hanno portato alla concessione della grazia. Ma perché? Ne parlo con Federica Olivo.

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9 Minuten
Il 18 aprile a Milano i “Patrioti per l’Europa”, legati alla Lega di Matteo Salvini, hanno organizzato una manifestazione presentata come momento unitario del centrodestra, ma segnata da divisioni interne. Nello stesso giorno, Forza Italia ha promosso un evento sull’integrazione, mentre Fratelli d’Italia si è defilata. L’iniziativa, inizialmente pensata come seguito del “Remigration Summit”, ha poi spostato l’attenzione su altri temi, lasciando la remigrazione in secondo piano.

Il tema resta però centrale per alcuni attori politici e movimenti, tra cui Roberto Vannacci e gruppi come CasaPound Italia. Nonostante ciò, i primi dati indicano che la remigrazione potrebbe avere effetti negativi sull’economia italiana. Ma perché? Ne parlo con Massimo Taddei.

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9 Minuten
Il Documento di finanza pubblica presentato dal ministro Giancarlo Giorgetti definisce il quadro economico per i prossimi anni, in un contesto ancora segnato dalla procedura per deficit eccessivo. Lo sforamento rispetto al limite del 3% del PIL è minimo, ma sufficiente a mantenere aperta la questione dei conti pubblici. Le polemiche sulle stime del PIL, sollevate da Giorgia Meloni, non cambiano la sostanza: i numeri restano coerenti tra le diverse istituzioni. Il vero problema è un rallentamento economico più marcato del previsto, che apre alla possibilità di nuovi interventi sul bilancio. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Buffoni.

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9 Minuten
La nuova inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco potrebbe portare a una svolta dopo anni di verità giudiziaria consolidata. Al centro non c’è solo il confronto con Andrea Sempio, che si dichiara estraneo, ma soprattutto la posizione di Alberto Stasi, unico condannato. L’ipotesi che emerge dalle indagini è rilevante: Stasi potrebbe non essere stato sulla scena del crimine il 13 agosto 2007. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Orlandi.

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11 Minuten
La fase politica di Giorgia Meloni si complica tra tensioni internazionali, rapporti più freddi con Donald Trump e Israele, e una battuta d’arresto sul referendum sulla giustizia. A poco più di un anno dalle elezioni, il clima si sposta già verso la campagna elettorale, con l’ipotesi di misure popolari per recuperare consenso. Finora il governo ha mantenuto i conti relativamente stabili, ottenendo valutazioni positive dalle agenzie di rating internazionali. Ma i nuovi dati presentati dal ministro Giancarlo Giorgetti nel Documento di Finanza Pubblica indicano prospettive più fragili per l’economia. Il quadro che emerge apre una fase di maggiore incertezza per i conti italiani. Ma perché? Ne parlo con Raffaele Ricciardi.

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10 Minuten
Ancora una volta Donald Trump ha smentito le proprie dichiarazioni, estendendo all’ultimo momento la tregua con l’Iran proprio nel giorno della sua scadenza. I negoziati dell’11 aprile, con la partecipazione del vicepresidente JD Vance, si erano già arenati sul nodo centrale del nucleare, senza alcun accordo tra le parti. Gli Stati Uniti chiedono uno stop lungo al programma atomico, mentre Teheran propone una pausa breve: una distanza che ha prodotto uno stallo totale. Nonostante le minacce di nuovi bombardamenti, Trump ha scelto invece di prendere tempo, una mossa letta da ambienti iraniani come possibile strategia ingannevole. Ad oggi gli Stati Uniti non sembrano avere una strategia chiara per uscire dal conflitto. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.

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8 Minuten
Il nuovo decreto sicurezza, nato dopo un fatto di cronaca violento a La Spezia, si inserisce nella scia di altri provvedimenti emergenziali recenti. Pur partendo da misure legate alla sicurezza e all’uso di armi bianche, il testo include norme eterogenee su forze dell’ordine e immigrazione. Questo ampliamento tematico ha sollevato dubbi sulla coerenza e sull’uso dello strumento del decreto. Il presidente Sergio Mattarella ha inoltre espresso perplessità su alcune disposizioni, aprendo un possibile scontro con il governo. Ma perché? Ne parlo con Conchita Sannino.

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12 Minuten
Dal 2022 l’Unione Europea ha adottato diciannove pacchetti di sanzioni contro la Russia per indebolirne la posizione dopo l’invasione dell’Ucraina. Le misure colpiscono settori strategici come finanza, energia e tecnologia militare, includendo anche sanzioni personali ai vertici politici. Tuttavia, alcune critiche sostengono che queste politiche danneggino più l’Europa che la Russia, alimentando il dibattito politico. Nonostante le restrizioni, Mosca ha mostrato una resilienza economica superiore alle attese, mentre parte dell’opinione pubblica europea è incerta sull’efficacia delle sanzioni. Intanto l’UE continua a importare gas russo e non è chiaro come sostituirlo completamente entro il 2027 senza impatti rilevanti. Ma perché? Ne parlo con Claudio Paudice.

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9 Minuten
I mercati, composti dagli investitori, reagiscono negativamente all’incertezza vendendo e riducendo l’esposizione al rischio. Eventi globali come pandemie, guerre e crisi energetiche hanno storicamente causato forti crolli seguiti però da recuperi nel tempo. Questa capacità di adattamento mostra una resilienza strutturale, pur senza garantire previsioni affidabili sul futuro. Oggi, però, nonostante tensioni geopolitiche e crisi globali, i mercati continuano sorprendentemente a crescere. Una dinamica apparentemente in controtendenza rispetto al passato recente. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Buffoni.

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11 Minuten
Gli Stati Uniti e Israele hanno separato il cessate il fuoco con l’Iran da quello tra Israele e Libano, ottenendo solo un accordo parziale e temporaneo. I negoziati indiretti, anche sul nucleare iraniano, sono rimasti bloccati da richieste troppo distanti tra le parti. Una svolta è arrivata con una tregua di dieci giorni tra Israele e Libano, mediata dagli USA e politicamente delicata per Netanyahu. Condizione centrale è il disarmo di Hezbollah, attore radicato e sostenuto dall’Iran, difficile da smantellare senza destabilizzare il Libano. Nonostante aperture formali, le condizioni sul terreno rendono l’attuazione quasi impraticabile. Ma perché? Ne parlo con Giuseppe Dentice.

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8 Minuten
La guerra in Iran e gli attacchi a Papa Leone XIV costringono Meloni a esporsi, provocando la dura reazione di Trump.

Lo strappo tra i due viene analizzato anche dal The New York Times, che descrive l’evoluzione politica della premier verso un pragmatismo di governo. Questo nuovo contesto, alimentato anche dalla caduta di Orbán in Ungheria, potrebbe spingerla a fare una scelta fino a ieri considerata improbabile. Ma perché? Ne parlo con Claudio Cerasa.

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