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Ma perché? Archiv

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9 Minuten
In Serbia e Brasile si è votato, mentre oggi si vota in Israele. Anche in Italia la campagna elettorale è ormai cominciata.

Il centrosinistra cerca ancora un leader, mentre Giorgia Meloni sembra intenzionata a riproporre la coalizione delle scorse elezioni. Senza Roberto Vannacci, però. L’ex generale, che con Futuro Nazionale sembrava pronto a mettere in difficoltà la premier, ha improvvisamente smesso di crescere nei sondaggi. Ma perché? Ne parlo con Claudio Cerasa.

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10 Minuten
Israele è un Paese attraversato da profonde contraddizioni etniche, politiche e religiose, spesso poco conosciute all’estero. Tra queste, quella degli ebrei ultraortodossi, una comunità di circa un milione e mezzo di persone, in rapida crescita e in parte contraria allo Stato sionista. Il loro rifiuto del servizio militare alimenta uno scontro sempre più acceso con la società laica, ponendo una sfida a qualsiasi futuro governo. Ma perché? Ne parlo con Sara Isabella Leykin.

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8 Minuten
L’inviato speciale americano Steve Witkoff definisce Putin «un uomo compassionevole», scatenando le critiche persino di alcuni esponenti repubblicani. Trump, intanto, prepara un nuovo vertice tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, convinto che la pace sia sempre più vicina. Eppure, Mosca continua a rivendicare territori ucraini e Kiev non intende cedere. Le distanze tra le parti restano enormi. Ma perché? Ne parlo con Lorenzo Santucci.

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11 Minuten
Le proteste contro il carovita e le disuguaglianze economiche si stanno allargando in Europa, tra manifestazioni e scontri con la polizia. Ma c’è un Paese che, più di ogni altro, sembra avere una particolare familiarità con la protesta: la Francia. Dai gilet gialli alle mobilitazioni di questi giorni, i francesi hanno dimostrato di saper scendere in piazza e restarci per mesi, sfidando governi e istituzioni. Una tradizione che attraversa la storia del Paese e che sembra ripetersi ancora oggi. Ma perché?

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9 Minuten
Dopo le violenze dello scorso weekend, il ministro della Difesa Guido Crosetto evoca la guerra ibrida e il possibile coinvolgimento della Russia negli scontri. Intanto, il movimento del 17 ottobre annuncia nuove mobilitazioni contro il carovita, rivendicando la propria autonomia dalla politica tradizionale. Il governo Meloni risponde alle violenze con l'ottavo decreto sicurezza in cinque anni: servirà a poco. Ma perché? Ne parlo con Federica Olivo.

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8 Minuten
Dagli studenti agli autotrasportatori, in Italia continuano le proteste contro il carovita. L’inflazione ha eroso il potere d’acquisto e quasi un italiano su dieci vive ancora in povertà assoluta. In Parlamento, Nicola Fratoianni ha citato un dato per raccontare le difficoltà economiche del Paese: il 62% degli italiani che non fanno figli vi rinuncerebbe per ragioni economiche. Ma le cose non stanno esattamente così. Ma perché? Ne parlo con Leonardo Becchi.

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9 Minuten
Vetrine distrutte, negozi saccheggiati, automobili danneggiate. Negli ultimi giorni, a occupare le prime pagine dei giornali sono state soprattutto le violenze di chi ha approfittato delle manifestazioni per devastare le città. Molto meno spazio, invece, è stato dedicato alle ragioni di chi ha scelto di protestare pacificamente. E allora, almeno qui, nel nostro piccolo, proviamo a tornare a loro. In Italia, in Francia, in Albania, centinaia di migliaia di studenti stanno scendendo in piazza. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Buffoni.

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11 Minuten
Il 27 ottobre Israele potrebbe andare incontro a una delle elezioni più importanti della sua storia recente. Secondo i sondaggi, né Netanyahu né le opposizioni sembrano in grado di conquistare i 61 seggi necessari per governare. A fare la differenza potrebbero essere i partiti arabi, che però gran parte dell’opposizione continua a escludere da una possibile alleanza, nonostante il loro sostegno possa rivelarsi decisivo per mandare a casa Netanyahu. Ma perché? Ne parlo con Nadia Boffa.

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10 Minuten
A Roma, due ragazzi di 16 e 17 anni hanno aggredito senza apparente motivo diversi passanti a bordo di una minicar, mandando una persona in terapia intensiva. Individuati dagli investigatori, avrebbero raccontato di averlo fatto per divertimento. Una storia che solleva una domanda inquietante: come può la sofferenza degli altri diventare una forma di svago? E cosa ci racconta questa vicenda del rapporto che alcuni adolescenti costruiscono con gli altri? Forse questa storia ha qualcosa da insegnarci. Ma perché? Ne parlo con Giulio Costa.

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10 Minuten
Da mesi l’Arabia Saudita fronteggia attacchi da est e da sud. Dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, le sue infrastrutture energetiche sono finite nel mirino soprattutto dei ribelli yemeniti Houthi. Qualche giorno fa è stato colpito anche l’aeroporto di Riad: dodici persone sono morte. Il regno ha chiesto più volte agli americani di rispondere militarmente, ma finora Trump si è rifiutato di intervenire. Ma perché? Ne parlo con Lorenzo Santucci.

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12 Minuten
La tensione tra Russia e NATO continua a crescere, tra violazioni dello spazio aereo, sabotaggi e minacce militari. L'Alleanza teme che Putin possa lanciare un attacco limitato contro un Paese membro per mettere alla prova la tenuta dell'Occidente. Mentre gli europei aumentano le spese militari e rafforzano le proprie difese, il comando NATO vuole mandare un messaggio inequivocabile a Mosca: qualunque aggressione sarebbe destinata a fallire. Per farlo, ha presentato la cosiddetta «teoria della vittoria». Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori.

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10 Minuten
Giancarlo Giorgetti è riuscito finora a tenere sotto controllo i conti pubblici, ma la prossima manovra si annuncia particolarmente complicata. Tra crescita debole, inflazione e una nuova crisi energetica legata alla guerra nel Golfo, le risorse a disposizione del governo sono pochissime. E mentre la legislatura si avvicina alla conclusione, Giorgia Meloni rischia di non avere i soldi necessari per mantenere le promesse fatte agli elettori. La legge di bilancio rischia di essere vuota e scontentare tutti. Ma perché? Ne parlo con Laura Sala.

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7 Minuten
I negoziati per la pace in Ucraina sono di nuovo bloccati: Mosca pretende l’intero Donbass, mentre Kiev rifiuta di cedere territori. Intanto cresce lo scontro tra Trump e Zelensky sugli attacchi ucraini alle raffinerie russe, che Washington vorrebbe fermare per contenere i prezzi dei carburanti. Ma mentre la Russia continua a bombardare le infrastrutture energetiche ucraine, Trump annuncia una presunta tregua energetica. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.

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9 Minuten
Nel 2011 era l’Italia a far tremare l’Europa, travolta dalla crisi dei debiti sovrani insieme agli altri Paesi del gruppo PIIGS. Quindici anni dopo, gli equilibri sono cambiati: la Grecia ha riconquistato la fiducia dei mercati, la Spagna cresce a ritmi sorprendenti e a finire sotto pressione è proprio la Francia, un tempo tra i Paesi più severi con le economie in difficoltà. Oggi Parigi è la nuova sorvegliata speciale d’Europa. Ma perché? Ne parlo con Raffaele Ricciardi.

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6 Minuten
Le elezioni di midterm si avvicinano e i sondaggi preoccupano il Partito repubblicano, sempre più esposto alle conseguenze delle uscite di Donald Trump. Ma mentre il presidente rischia di perdere potere al Congresso, c’è già chi guarda alle presidenziali del 2028. Tra i possibili successori c’è Marco Rubio, segretario di Stato, che il 7 ottobre ha pronunciato ad Atene un discorso sulla grandezza dell’Occidente, interpretato da alcuni come il primo passo verso la Casa Bianca. Ma perché? Ne parlo con Matteo Muzio.

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