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Ma perché? Archiv

1040 Episoden
12 Minuten
Donald Trump non ha mai fatto mistero del fatto di essere convinto di meritare, anzi di esigere, il premio Nobel per la pace, e quando questo è stato assegnato alla leader dell'opposizione venezuelana Maria Corinna Machado è andato su tutte le furie. Ora Machado è andata alla Casa Bianca per regalargli la medaglia. Ma perché? Ne parliamo con Estefano Tamburrini.

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11 Minuten
Donald Trump ha intrapreso una serie di azioni nei confronti della Federal Reserve, la banca centrale americana, per cercare di destituire alcuni membri, di screditare il presidente Jerome Powell e, di fatto, di prenderne il controllo. Ma perché?

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11 Minuten
Il governo di Giorgia Meloni ha appena presentato un nuovo pacchetto sicurezza, cioè un insieme di norme che andrebbe a integrare e inspessire il Decreto Sicurezza del 2025, che già aveva causato forti dissensi sia interni che esterni al governo. La giustificazione per l'inasprimento di norme e provvedimenti è sociale, però si tratta di una questione politica. Ma perché? Ne parliamo con Federico Gonzato.

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12 Minuten
Da prima del blitz in Venezuela, il presidente americano Donald Trump non fa che parlare di quanto potrà sfruttare, attraverso le compagnie estrattive americane, il petrolio che scorre copioso nel paese, risanando così una situazione debitoria nella quale è coinvolta anche Eni. Le cose però stanno diversamente. Ma perché? Ne parliamo con Ettore Greco.

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11 Minuten
Dopo la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, e soprattutto in seguito al complicato negoziato che l'ha preceduta, i rapporti tra il governo di Giorgia Meloni e quello della ex vice di Maduro, Delcy Rodríguez, sono cambiati, di nuovo. Ma perché? Ne parliamo con Estefano Tamburrini.

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13 Minuten
Le notizie che arrivano dall'Iran sono terribili, si parla sempre più di morti, feriti e arrestati, ma la situazione è molto più ingarbugliata di quanto le poche informazioni disponibili dimostrino e in campo ci sono interessi interni e internazionali più estesi e complicati di quanto possa sembrare. Ma perché? Ne parliamo con Luciana Borsatti.

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10 Minuten
Da due settimane le proteste e le manifestazioni contro il regime infiammano l'Iran in un crescendo di scontri e violenza ai quali è difficile dare confini netti, perché gli accessi alle informazioni di prima mano sono limitati dall'isolamento delle comunicazioni. I governi e gli osservatori internazionali hanno espresso la loro preoccupazione, eppure sembra che qualsiasi intervento esterno risulti impossibile da mettere in atto o inefficace. Ma perché? Ne parliamo con Greta Privitera.

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11 Minuten
Che per Donald Trump la crisi climatica non esista, non è una novità, e nemmeno che veda il lavoro di chi se ne sta occupando come un ostacolo per le sue mire di sovranità nazionale. Nelle ultime ore, però, ha ritirato gli Stati Uniti dai tavoli di oltre sessanta entità di controllo del clima e di studio della crisi climatica. Ma perché? Ne parliamo con Paolo Giordano.

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10 Minuten
Tra il presidente americano Donald Trump e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni c'è una relazione speciale che si sviluppa fin dal primo mandato di Trump alla Casa Bianca e che si basa su identità di vedute, di ideali e di strumenti comunicativi. Eppure, quando Trump ha nuovamente ribadito di essere pronto a occupare la Groenlandia pur di sfruttarne le risorse, Meloni ha preso posizione a fianco degli altri leader europei, opponendosi al suo alleato. Ma perché? Ne parliamo con Arturo Varvelli.

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10 Minuten
Appena dopo l'arresto di Nicolàs Maduro, l'amministrazione Trump aveva promesso una campagna di stabilizzazione del Venezuela e di accompagnamento verso una transizione democratica solida. Dopo poche ore, però, ha invece rivolto l'attenzione (e le minacce di invasione) verso i paesi limitrofi, l'Iran e la Groenlandia. Ma perché? Ne parliamo con Simone Sabattini.

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11 Minuten
Inizio anno, tempo di bilanci e tempo di sondaggi, che però quest'anno hanno rilevato una situazione piuttosto inusuale per i governi italiani ed europei: non è cambiato praticamente niente in termini di consenso. I partiti di governo non hanno perso consenso malgrado le contestazioni del 2025, e quelli di opposizione non ne hanno guadagnato. Ma perché? Ne parliamo con Giovanni Zagni.

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2 Minuten
In questa puntata speciale di "Ma perché?" non si parte da un caso o da una storia, ma da un momento di pausa. È un’occasione per fare gli auguri, ringraziare chi segue il progetto e condividere alcune comunicazioni importanti su ciò che cambierà nel nuovo anno.

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9 Minuten
Nel 2019, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky si incontrano una sola volta, a Parigi, sotto la mediazione di Emmanuel Macron e Angela Merkel. Zelensky è un presidente appena eletto, Putin un leader al potere da vent’anni: due mondi lontani. Poco prima, Zelensky aveva invocato il dialogo come unica via per superare lo stallo del Donbass.

Da quell’incontro nasce però un gelo duraturo: nessuna stretta di mano e nessun contatto diretto. Quattro anni dopo la Russia invade l'Ucraina. E oggi, nonostante i tentativi di mediazione, Putin rifiuta il dialogo diretto con Kiev, ma un po' a sorpresa, ha aperto a un incontro con Macron. Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori.

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7 Minuten
Negli ultimi anni una serie di crisi globali ha cambiato profondamente gli equilibri economici e politici, con effetti diretti sulla vita quotidiana dei cittadini europei. La guerra in Ucraina ha accelerato queste trasformazioni, colpendo in modo particolare il sistema energetico italiano, storicamente legato al gas russo. La riorganizzazione forzata degli approvvigionamenti ha fatto esplodere i prezzi, incidendo pesantemente sul costo della vita delle famiglie. Oggi però il prezzo del gas sui mercati è in calo, mentre le bollette restano alte. Ma perché? Ne parlo con Davide Tabarelli.

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9 Minuten
La guerra in Ucraina ha costretto l’Unione europea a ridefinire il proprio ruolo politico ed economico, trasformando il sostegno a Kiev in una scelta strategica di lungo periodo. Dagli aiuti umanitari si è passati al supporto militare e infine a quello finanziario, indispensabile per garantire il funzionamento stesso dello Stato ucraino. In questo quadro si inserisce l’ultimo prestito europeo da 90 miliardi di euro, un intervento strutturato e complesso, frutto di delicati equilibri politici e di bilancio. Per quanto riguarda invece i beni russi congelati, per il momento quelli non si toccano. Ma perché? Ne parlo con Rosalba Castelletti.

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