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Ma perché? Archiv
1040 Episoden
11 Minuten
La vittoria del “No” al referendum sulla giustizia ha provocato scosse politiche nella maggioranza, mettendone alla prova gli equilibri. Diverse dimissioni di figure chiave, soprattutto legate a Fratelli d’Italia, hanno evidenziato tensioni interne e responsabilità politiche. Anche Forza Italia, tra pressioni interne, ha mostrato segnali di cambiamento. Il risultato referendario ha quindi inciso sugli assetti di governo, senza però determinare una crisi tale da far cadere l’esecutivo. Allo stesso tempo, l’opposizione, nel tentativo di cavalcare il momento, fa fatica a trovare un leader forte che la rappresenti. Ma perché? Ne parlo con Alfonso Raimo.
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8 Minuten
Un ragazzo di 13 anni ha aggredito con un coltello la sua insegnante in una scuola media in provincia di Bergamo, ferendola gravemente. L’episodio, avvenuto davanti ad altri studenti, è stato in parte trasmesso in diretta su Telegram dallo stesso aggressore. Dopo il tentativo di fuga, il giovane è stato fermato dal personale scolastico e poi preso in carico dalle autorità. Le sue motivazioni, condivise online, rivelano un forte disagio verso regole e percepite ingiustizie. Il caso ha sollevato un dibattito attorno al tema dell'imputabilità, dato che nel nostro paese non è possibile procedere nei confronti dei minori di 14 anni. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Orlandi.
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8 Minuten
Giorgia Meloni è volata in Algeria per rafforzare le forniture energetiche dopo lo stop del gas dal Qatar. Dopo aver sostituito in fretta il gas russo sotto Mario Draghi, l’Italia si è esposta a nuovi rischi geopolitici. Le tensioni causate dall’Iran nello Stretto di Hormuz hanno fatto salire i prezzi di petrolio e gas. L’Italia risulta oggi il Paese europeo più esposto a queste crisi energetiche. Ma perché? Ne parlo con Davide Tabarelli.
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9 Minuten
La sconfitta al referendum segna prima di tutto una battuta d’arresto politica per Giorgia Meloni, che aveva scelto di esporsi direttamente. La politicizzazione del voto ha però trasformato il risultato in un giudizio sul governo. Dopo mesi di consenso stabile, emerge una crepa: anche parte dell’elettorato di centrodestra ha votato contro. Il voto sulla riforma della giustizia diventa così un segnale di sfiducia più ampio, con effetti immediati negli equilibri politici. Andrea Delmastro Delle Vedove e Giusi Bartolozzi a tre giorni dall'esito del referendum, hanno scelto di dimettersi. Ma perché? Ne parlo con Federica Olivo.
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12 Minuten
La guerra tra Stati Uniti e Iran prosegue da ventisei giorni, con migliaia di obiettivi colpiti e una netta superiorità militare americana e israeliana. Tuttavia, il regime iraniano non è crollato, mostrando una resilienza costruita in decenni di preparazione a scenari simili. Nonostante l’eliminazione di figure chiave ai vertici del potere, il sistema ha mantenuto il controllo, reprimendo le proteste interne e continuando le azioni militari nella regione. La strategia di provocare uno shock decisivo per indebolire il regime non ha prodotto i risultati attesi, mentre il conflitto si gioca anche sul piano della comunicazione. In questo contesto, le dichiarazioni di Trump su presunti negoziati nucleari contrastano con le smentite iraniane. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.
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11 Minuten
Nelle ultime settimane la campagna referendaria aveva cambiato tono, soprattutto dopo l’esposizione diretta di Giorgia Meloni, spinta da sondaggi meno favorevoli al “Sì”. Il confronto si è progressivamente trasformato in uno scontro politico frontale, dove la logica del “con me o contro di me” ha sostituito il dibattito sul merito. I pochi tentativi di approfondire i contenuti sono stati soffocati da semplificazioni e narrazioni allarmistiche contrapposte. Ne è emersa una campagna dominata da toni esasperati e scarso spazio per spiegazioni reali agli elettori. E infine, ieri, 23 marzo, con un’affluenza quasi da record, ha vinto il “No”. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Buffoni.
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8 Minuten
A Ras Laffan si lavora una quota enorme del GNL mondiale, una risorsa da cui anche l’Europa, e soprattutto l’Italia, dipende in modo significativo. Dopo la guerra in Ucraina, il gas liquefatto ha sostituito in parte quello russo, rendendo paesi come il Qatar ancora più centrali. Per l’Italia il peso è ancora maggiore: il GNL copre una parte rilevante del fabbisogno e il Qatar resta tra i principali fornitori. Questo significa che qualsiasi tensione in quell’area ha effetti diretti anche sull’economia italiana. Israele la settimana scorsa ha attaccato gli impianti di South Pars. Ma perché? Ne parlo con Giuseppe Dentice.
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9 Minuten
Siamo tutti un po’ stanchi di una campagna referendaria confusa e poco chiara, su un tema tecnico che richiederebbe più strumenti per essere compreso. Il punto però non è votare in un modo o nell’altro, ma farlo con consapevolezza, anche quando il voto ha un significato politico. Qui l’obiettivo è capire, non schierarsi. Uno dei nodi centrali riguarda il CSM e il timore che la riforma aumenti l’influenza della politica su un organo che dovrebbe garantire l’autonomia della magistratura. In particolare, si discute del ruolo del Parlamento nella selezione dei membri laici. Ma c’è un aspetto spesso trascurato: la politica, in forme diverse, ha già oggi un ruolo nelle nomine del CSM. Ma perché? Ne parlo con Andrea Sterpa.
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7 Minuten
Il governo è intervenuto sul caro carburanti con un decreto d’urgenza, spinto dall’impatto immediato delle tensioni in Medio Oriente sui mercati energetici. La sola minaccia di blocco dello stretto di Hormuz aveva fatto impennare il prezzo del petrolio, con effetti quasi istantanei sul prezzo del carburante già nelle prime ore dell'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. L'effettiva chiusura dello stretto ha poi innescato l'inizio di una vera e propria crisi energetica. Ma la misura del governo, con il taglio delle accise, purtroppo servirà a poco. Ma perché? Ne parlo con Davide Tabarelli.
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8 Minuten
L’Italia è impegnata in diverse missioni militari in Medio Oriente, con compiti principalmente di pace, monitoraggio e addestramento, non di combattimento. Queste operazioni hanno costi rilevanti e richiedono rifinanziamenti annuali per garantire la presenza dei contingenti. Dal 2023, l’escalation dei conflitti nella regione ha reso i teatri operativi più instabili e rischiosi anche per i militari italiani. Per questo motivo, alcune missioni sono state ridotte o sospese, con il rientro di parte del personale. Fanno eccezione il Libano e la missione UNIFIL, che l’Italia intende mantenere attiva. Ma perché? Ne parlo con Federica Olivo.
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9 Minuten
Nel 2016 il sito americano Gawker chiuse dopo una causa da 140 milioni di dollari per aver pubblicato senza consenso un video sessuale del wrestler Hulk Hogan.
Dietro quella causa c’era in segreto il finanziamento del miliardario della Silicon Valley Peter Thiel.
La vicenda diventò un caso mondiale sul potere dei grandi imprenditori tecnologici e sui limiti tra privacy e libertà di stampa. E oggi Thiel è ancora più ricco, influente e controverso, al punto che alcuni analisti temono che i suoi affari possano perfino destabilizzare le democrazie occidentali. Ma perché? Ne parlo con Enzo Panizio.
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Dietro quella causa c’era in segreto il finanziamento del miliardario della Silicon Valley Peter Thiel.
La vicenda diventò un caso mondiale sul potere dei grandi imprenditori tecnologici e sui limiti tra privacy e libertà di stampa. E oggi Thiel è ancora più ricco, influente e controverso, al punto che alcuni analisti temono che i suoi affari possano perfino destabilizzare le democrazie occidentali. Ma perché? Ne parlo con Enzo Panizio.
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9 Minuten
Trump vuole chiudere rapidamente il conflitto con l’Iran per poter rivendicare una vittoria politica. Teheran però sta mettendo sotto pressione gli Stati Uniti con la chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio chiave per il commercio globale di energia. Le possibili risposte militari (truppe di terra o scorte navali alle petroliere) sono complesse, costose e non eliminano davvero la capacità iraniana di colpire. Così un conflitto che sembrava destinato a durare poche settimane rischia invece di protrarsi ancora a lungo. Ma perché? Ne parlo con Lorenzo Santucci.
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11 Minuten
In questa puntata speciale di Ma perché? intervistiamo Antonio Di Pietro, ex magistrato, che al referendum del 22 e 23 sulla riforma della giustizia voterà “Sì”. In questa intervista spiega le sue ragioni.
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10 Minuten
In questa puntata speciale di Ma perché? intervistiamo Gherardo Colombo, ex magistrato, che al referendum del 22 e 23 sulla riforma della giustizia voterà “No”. In questa intervista spiega le sue ragioni.
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10 Minuten
Donald Trump sostiene che la guerra con l’Iran sia ormai vicina alla fine e che le operazioni con Israele abbiano quasi distrutto le capacità militari di Teheran, nonostante in passato avesse già dichiarato neutralizzata la minaccia nucleare iraniana. L’uccisione di Ali Khamenei ha riacceso le speranze di un crollo del regime, incoraggiate anche dal premier israeliano Benjamin Netanyahu e da parte dell’opposizione iraniana. Eppure il regime di Teheran continua a resistere e a rispondere agli attacchi. Ma perché? Ne parlo con Nadia Boffa.
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