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191 Episoden
19 Minuten
Montserrat Fernandez Blanco cresce a Barcellona in una grande casa a cui, man mano che si allarga la famiglia, il nonno muratore aggiunge un piano. Vive un infanzia felice, ricca di stimoli, calore, vicinanza. Da un parte, il nonno materno che la spinge a studiare e a seguire le sue passioni. Dall’altra suo padre, che lavora in banca e cerca di trasmetterle l’importanza di una buona gestione dei soldi per essere veramente libera. Montserrat sceglie gli insegnamenti del nonno e respinge ogni pensiero finanziario volto alla programmazione o alla protezione. Quando scopre in sé la vocazione imprenditoriale, lascia il posto fisso e investe tutti i suoi risparmi in una startup. Non sapeva che ci sarebbero voluti anni prima che la sua azienda sarebbe stata in grado di garantirle uno stipendio, così Montserrat si ritrova presto senza soldi e senza paracadute, a cercarsi lavoretti nei weekend, e ad elaborare in solitudine un fallimento che le appare come un giudizio implacabile sulla sua persona. Scopre così che il fallimento nella nostra società è un tabù. Per romperlo, lancia le Fuckup Night, serate in cui le persone raccontano e celebrano i loro fallimenti. Il successo di questi eventi svela a Montserrat la forza dirompente che si sprigiona quando si lavora sui tabù. Decide così, assieme a tre soci, di fondare una nuova azienda e di lavorare su un altro tabù che ha avuto grandi conseguenze sulla sua vita, quello dei soldi. È così che nasce Rame. «Non era necessario scegliere tra gli insegnamenti di mio nonno e quelli di mio padre. Possono coesistere e sto cercando di sintetizzarli in me in questa nuova avventura imprenditoriale, che sto affrontando con lo stesso coraggio, ma anche con la consapevolezza di avere protetto i miei risparmi e di conoscere il rischio che sto correndo».
14 Minuten
Arianna Chieli, fin da piccola, si perde dentro le meraviglie dell’armadio della sua ricca nonna. La moda è già la sua più grande passione. Ma è figlia di due genitori che hanno scelto per vocazione una professione poco remunerativa, gli insegnanti. Sarà proprio la scarsa disponibilità finanziaria a determinare il suo approccio alla moda che oggi la rende unica e riconoscibile nel panorama dei creator digitali. Fin da giovanissima, Arianna rifiuta l’idea del posto fisso. Ma quando si sposa e ha due figli, si accorge che il tempo del lavoro è continuamente interrotto o del tutto fagocitato dalla cura della casa e della famiglia. Esige così un nuovo patto familiare per cui suo marito contribuisca maggiormente alle spese correnti per compensare tutto il suo guadagno mancato. Oggi Arianna ha 50 anni. Se da una parte ha mantenuto la promessa di non arrendersi allo stipendio fisso, dall’altra non ha ancora centrato l’obiettivo di vedersi riconosciuto il suo valore sotto forma di un guadagno adeguato ad esso. Ed è quello che ambisce a fare adesso con il salto a imprenditrice.
18 Minuten
Lara Lago cresce a Bassano del Grappa, in una grande e rumorosa famiglia, con poco margine per il risparmio ma con una fede incrollabile nella Provvidenza. Ai primi stipendi, compra decine di scarpe che sistema in una vetrinetta fucsia con luci a led, stile Paris Hilton. Lo shopping compulsivo, assieme al make-up e ai tatuaggi, sono una cura per la tristezza che inizia a incombere sulla sua vita, a causa di un corpo non conforme agli standard sociali e che resiste a ogni trasformazione radicale imposta con le diete. «In una società grassofobica è molto difficile vedersi bello per un corpo grasso, che quindi farà di tutto per essere accettato, soprattutto da se stesso». Gli anni che trascorre ad Amsterdam, una città dove è costretta a spendere per sopravvivere invece che per le extension, e dove non viene dato alcun valore all’esteriorità, sono liberatori. Oggi Lara ha imparato a controllare i suoi acquisti compulsivi e a dare un valore quasi politico alla sua beauty routine. I capelli blu pendant con gli occhi, i tatuaggi, le unghie col gel, le ciglia finte, il piercing e il trucco appariscente non servono a distogliere l’attenzione dal suo corpo. Ma a renderlo ancora più visibile.
19 Minuten
Gaia cresce in una famiglia in cui la madre ha il potere economico e il padre la responsabilità di cura. Per lei i soldi significano esperienze, benessere, godimento. Fin da giovanissima, però, si innamora di un uomo per il quale i soldi sono uno strumento di controllo. Quando lei ancora sta studiando e non ha nessuna forma di entrata, lui le lascia una banconota sul comodino al mattino, per fare la spesa. Quando lei si laurea e inizia a guadagnare con la sua attività di dentista, lui continua a gestire la vita economica familiare esigendo da lei l’esatta metà di spese su cui non ha voce in capitolo. Quando lei finalmente si decide a lasciarlo, lui prova a mandarla sul lastrico. Ma Gaia non cede al ricatto, aumenta le ore di lavoro e resiste. «Mi sono detta: ho la possibilità, ho i soldi, li uso per questo, per riprendermi al più presto la vita».
17 Minuten
Sara Grasso e Sergio Cozzi crescono a Roma Est. Fin da ragazzi, il loro obiettivo è affrancarsi dalle famiglie di partenza, non dover più chiedere nulla a nessuno. Così lasciano le scuole e scivolano dentro una vita di apparente stabilità. Lei commessa per una celebre catena di abbigliamento, lui idraulico tutto fare con contratto a chiamata. Lavorano tantissime ore al giorno. Fino a quando la nascita del piccolo Diego mostra loro l’assurdità di una vita consumata a sgobbare per “pagarsi” una città come Roma. “Se nella bolla di sicurezza che ci costruiamo, non stiamo più bene, quanto vale quella sicurezza?”, si chiedono. Decidono così di vendere la loro casa e di partire a bordo di un camper alla volta della Spagna. Inizia una nuova storia, dove la pianificazione finanziaria diventa parte di una conversazione quotidiana.
19 Minuten
Da bambina vive il fallimento dell’impresa di suo padre e il pignoramento della casa. A 48 anni è l’imprenditrice della bellezza che ha battuto tutti i record, arrivando a fatturare 63 milioni di euro. Cristina Fogazzi, celebre come Estetista Cinica, ancora oggi, di tanto in tanto, va dal suo socio e gli chiede se stanno fallendo: lo stigma della storia familiare è inciso a fuoco dentro di lei, tanto che la gestione economica dell’azienda è la prima parte che ha delegato. Ma cosa ha significato nella sua vita personale diventare milionaria dopo 40 anni passati con la cinghia tirata? Oggi, come allora, Cristina destina un budget a ogni obiettivo della sua esistenza. Consapevole che, da una certa cifra in poi, la ricchezza non ha più alcun effetto sulla felicità. Ciò che conta è di quanta soddisfazione riesce a riempire ogni sua giornata.
15 Minuten
Potrebbe essere la storia di una donna in cerca di sicurezze, che non smette mai di tenersi stretta al corrimano dell’esistenza. Invece Alessandra Todisco, 43 anni, direttrice generale di un’azienda alimentare, coltiva il sottile gusto per il rischio. Lo ha ereditato dai suoi genitori pugliesi, lui proprietario di una grande impresa edile con cantieri anche all’estero, lei di uno dei primi centri estetici pugliesi. Entrambi si erano concentrati sul presente e non messo a fuoco la necessità di guardare al futuro e di cambiare in funzione del contesto. Entrambi non avevano costruito un paracadute nel caso in cui le loro attività avessero smesso di funzionare. Per reazione Alessandra, fin dai primi passi nella vita adulta, assicura ogni aspetto della sua esistenza e compie scelte con un orizzonte di lungo periodo: la pensione integrativa, il riscatto della laurea. Al tempo stesso, però, si assume rischi che in pochi hanno il coraggio di correre: dalla stipula di un mutuo ben prima di avere un posto fisso, fino all’investimento a più alto coefficente di incertezza che ci sia, quello in una start-up. «Il rischio fa parte di me nella misura in cui è un rischio calcolato».
18 Minuten
Nella sua infanzia in provincia di Salerno, Mariachiara Montera è testimone dell’ascesa sociale dei suoi genitori, figli laureati di gente umile, ma anche degli errori di valutazione di suo padre sulla gestione dei soldi, che causano alla famiglia periodi di incertezza. Mariachiara vive l’obiettivo dell’autonomia economica come il riscatto dalle situazioni che hanno turbato la sua giovinezza. E così, quando quell’autonomia scricchiola, è lei stessa come persona a mettersi in discussione. Succede almeno due volte. La prima è dopo il divorzio, quando è costretta a vendere la sua macchina fotografica e i suoi gioielli. La seconda, pochi anni fa, quando scopre di dover pagare una quantità di tasse inattesa. Mariachiara, che oggi ha 42 anni ed è un’affermata content creator, capisce che la ricerca di autonomia non è che una fragilità molto comune, dovuta a una narrazione distorta. La narrazione che sia possibile farcela da soli, contando solo sulle proprie forze, come se le condizioni di partenza non contassero affatto.
19 Minuten
Adama Sanneh nasce 39 anni fa da una madre benestante, figlia della Brianza alto-borghese, e un padre che lui definisce un Ulisse senegalese, un avventuriero. I genitori si separano molto presto ma la dicotomia tra questi due mondi segna la vita intera di Adama. “O sei uno spirito libero o sei un brianzolo che mette il denaro al centro”, pensa. Così Adama, che sul lavoro è l’amministratore delegato della Moleskine Foundation e gestisce grossi budget e delicate questioni finanziare, nella vita privata rifugge ogni forma di controllo dei soldi, che sembra spingerlo verso ciò che non vuole diventare. Questo, però, non si traduce mai in problemi finanziari perché Adama, come suo padre, ha una grande capacità di generare denari. Oggi vorrebbe trovare il modo di gestire e preservare il denaro che genera, ma sente il bisogno di un nuovo contesto culturale, in cui le leve emotive per farlo non siano l’ansia e la paura, bensì l’idea di espansione.
16 Minuten
A dispetto di ogni statistica, Cinzia Facchi sviluppa fin da bambina una buona competenza in materia economica. Che la porta a disegnare ogni aspetto della sua vita in base ai principi di consapevolezza finanziaria: dalla negoziazione per il mutuo alla stipula di un piano pensionistico integrativo. Ben presto, Cinzia diventa il punto di riferimento familiare per ogni scelta che abbia a che fare con i soldi. Si occupa del 730 di suo padre fin da quando ha 19 anni, aiuta il fratello che lavora in proprio, gestisce gli investimenti del marito imprenditore e quando suo padre muore, si fa carico di ogni aspetto della vita economica dell’anziana madre. Persino nel tempo libero, è cassiera in tutte le associazioni di cui fa parte. Questa consapevolezza finanziaria si traduce in un carico mentale che si interfaccia continuamente con le sue giornate di donna lavoratrice e madre di tre figlie. E nell’impossibilità di compiere scelte senza calcolarne il costo. Nella vita, però, il vero lusso è concedersi, con leggerezza, la possibilità di fare salti nel vuoto. Anche a costo di commettere errori.
15 Minuten
Nella Perugia opulenta degli anni Ottanta, Rossella Boriosi cresce in una famiglia benestante che vive nel culto del risparmio. La sua adolescenza trascorre con indosso abiti più grandi di due taglie e marchi falsi. Quando finalmente diventa indipendente, ha ormai introiettato la santificazione del denaro: godere di qualcosa che costa tanto le risulta impossibile. L’incontro con suo marito stravolge il suo sistema di valori. Lui ha un guardaroba composto da pezzi pagati molto, che però usa per 10 o 20 anni. All’inizio si scontrano ferocemente per i soldi. Poi, col tempo, l’utilizzo che suo marito fa del denaro, misurato sul valore dell’oggetto e non del denaro in sé, la aiuta a superare l’aspetto punitivo della spesa. Rossella smette di dare un valore morale al risparmio. E, finalmente, impara a separarsi senza rimpianti dal denaro.
15 Minuten
Greta Langianni ha 25 anni. Oggi è fotografa e fondatrice della rivista Mulieris. L’infanzia umile in una Prato benestante e la scarsità di risorse con cui naviga l’adolescenza la portano a compiere scelte molto pragmatiche: un indirizzo di studi concreto, l’ambizione del posto fisso. Ma presto capisce che, per la sua generazione, non basterà un lavoro da impiegata per appartenere alla classe media o anche solo per raggiungere l’obiettivo della stabilità finanziaria. Allora tanto vale provare a investire su se stessa. Greta lascia il posto fisso, diventa una fotografa freelance e lancia un progetto imprenditoriale, con un chiaro modello di business in testa: «Sarebbe bello fare una cosa per passione, ma possono permetterselo solo i ricchi e non è il mio caso». Non è facile imparare a prendersi dei rischi quando vieni al mondo con una mentalità povera. Ma Greta capisce che questa è l’unica opportunità che ha, se vuole costruirsi un futuro.
18 Minuten
Antonella cresce in una famiglia di braccianti agricoli, dove tutti lavorano, ma l’accesso ai soldi è riservato agli uomini. Il suo amore per lo studio diviene un progetto collettivo di nonni e genitori che le permette di essere la prima laureata in famiglia. Eppure, finché resta in Italia, pur con tutti i titoli che via via consegue, non riesce a trovare niente di meglio che un lavoro a progetto, rinnovato annualmente, per 1500 euro al mese. Quando si trasferisce a Copenaghen, in Danimarca, ottiene nei primi 12 mesi tutto ciò che ha desiderato per anni: uno stipendio stellare, un mutuo e presto dei figli. La sua è una storia di emancipazione economica, certo. Ma presto diventa una storia di emancipazione culturale da uno schema sociale in cui l’arricchimento deve essere esibito, ostentato, anche a costo di depauperarlo. Per lei, che ha visto le donne di famiglia private di ogni potere, i soldi sono uno strumento di liberazione, di appropriazione della sua autonomia. E in quanto tali, vanno risparmiati.
19 Minuten
Figlia di due genitori divorziati, entrambi con una nuova famiglia, Sara cresce inseguendo il mantra dell’autonomia. Impara ben presto a farcela da sola, rinunciando agli studi e accettando un lavoro da impiegata statale che lascia poco spazio alla sua creatività. Quando incontra un uomo che guadagna abbastanza per due e le promette una vita agiata, si licenzia e si trasferisce con lui in Germania. Spera di potersi dedicare alla scrittura e di farne una professione. Ma il muto accordo che salta fuori all’improvviso è che se lui lavora, lei deve occuparsi interamente della casa. E così Sara, mentre si costruisce una immagine pubblica da intellettuale, nel privato si ritrova autosegregata dietro le faccende domestiche. Finché non trova il coraggio di stravolgere ancora una volta la sua vita.
17 Minuten
Daniela è figlia di due bancari. I servizi finanziari per lei sono nomi e cognomi di amici dei suoi genitori. Il mutuo, una semplice formalità. Suo padre è cointestatario del suo conto corrente: controlla e gestisce i suoi soldi. Ma quando decide di comprar casa, Daniela si accorge delle conseguenze delle sue scarse conoscenze. Il privilegio dentro cui è cresciuta lo ha pagato al caro prezzo dell’autonomia dei desideri. Inizia così una lunga e tortuosa strada verso la consapevolezza finanziaria. «Ma che soddisfazione si sta rivelando percorrerla con i miei tempi, i miei modi, i miei soldi!», ha raccontato a Rame.
Rame

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