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Ma perché? Archiv
1040 Episoden
9 Minuten
Durante il vertice NATO all’Aia, la giornalista ucraina Myroslava Petsa ha chiesto a Donald Trump se gli Stati Uniti avrebbero inviato sistemi anti-aerei Patriot per difendere l’Ucraina dagli attacchi russi. Trump ha risposto iniziando con alcune domande personali, chiedendole se fosse ucraina e se suo marito fosse un soldato, ma senza fornire impegni concreti: ha spiegato che quei sistemi servono anche agli USA e che al momento vengono forniti a Israele. Nei giorni successivi, la Russia ha intensificato i bombardamenti, colpendo anche l’ovest dell’Ucraina. Oggi milioni di ucraini restano senza protezione adeguata, mentre gli Stati Uniti hanno sospeso le consegne di nuove armi a Kiev. Ma perché? Ne parlo con Lorenzo Santucci.
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10 Minuten
In Italia gli stipendi sono tra i più bassi d’Europa, penalizzati da fattori come il cuneo fiscale, la bassa produttività e il lavoro sommerso. Il problema si aggrava per le donne, che subiscono un divario retributivo ancora più marcato, specie nel settore privato. Le disuguaglianze non riguardano solo il salario, ma anche l’accesso ai ruoli di vertice e al potere decisionale. Una direttiva europea sulla trasparenza salariale, attesa per il 2026, promette di cambiare le regole. Ma perché? Ne parlo con Azzurra Rinaldi.
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10 Minuten
Ogni volta che un evento meteorologico estremo colpisce una città, viviamo lo stesso copione: devastazione, promesse di ricostruzione, poi l'oblio. I danni si sommano, ma la memoria collettiva si dissolve. Così finiamo per considerare questi episodi come eccezioni, dimenticando quanto siano ormai frequenti. Il caldo estremo di oggi verrà presto archiviato come un'altra parentesi anomala, proprio come la siccità del 2022. Eppure non lo è. È la nuova normalità. Ma perché? Ne parlo con Antonello Pasini.
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9 Minuten
Nelle ultime ore la Russia ha improvvisamente alzato il livello dello scontro in Ucraina. Missili, droni e bombardamenti combinati hanno colpito infrastrutture civili e militari in diverse città. Si tratta di uno degli attacchi più violenti dall’inizio dell’invasione. L’intensità e la coordinazione degli assalti segnano un cambio di passo nella strategia di Mosca. Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori.
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8 Minuten
Una rapina finisce in uno scontro a fuoco: un poliziotto spara e uccide un criminale armato, forse evitando una strage. Anche se l’azione appare giustificata, scattano comunque le indagini per accertare la legittimità dell’intervento. In Italia, l’uso delle armi da parte della polizia è consentito solo in casi estremi, e ogni colpo va verificato. Nessuna immunità automatica per chi indossa una divisa. Il governo propone uno scudo penale per gli agenti, ma realizzarlo sembra molto difficile. Ma perché? Ne parlo con Federica Olivo.
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8 Minuten
Giulia Tramontano, 29 anni e incinta, scompare il 27 maggio 2023. Il compagno, Alessandro Impagnatiello, dopo alcuni giorni confessa di averla uccisa con 37 coltellate e di aver tentato di occultare il corpo. Nei mesi precedenti aveva anche avvelenato Giulia per provocare un aborto. Nel processo, Impagnatiello viene condannato all’ergastolo, ma in appello decade l’aggravante della premeditazione, suscitando forti polemiche. A volte le sentenze non rispecchiano ciò che l’opinione pubblica si aspetta. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Orlandi.
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9 Minuten
Spendere in difesa è un tema divisivo, soprattutto in un Paese dove molti chiedono, legittimamente, più fondi per scuola, welfare e infrastrutture.
Eppure, lo scenario globale è cambiato: Trump avverte l’Europa che deve sapersi difendere da sola.
Al vertice NATO, anche l’Italia ha promesso di salire al 2% del PIL, ma qualcuno ha sparato cifre assurde: 445 miliardi in 10 anni.
In realtà, quel numero è sbagliato e fuorviante. Ma perché? Ne parlo con Matteo Negri.
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Eppure, lo scenario globale è cambiato: Trump avverte l’Europa che deve sapersi difendere da sola.
Al vertice NATO, anche l’Italia ha promesso di salire al 2% del PIL, ma qualcuno ha sparato cifre assurde: 445 miliardi in 10 anni.
In realtà, quel numero è sbagliato e fuorviante. Ma perché? Ne parlo con Matteo Negri.
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9 Minuten
Durante dodici giorni di conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran, Vladimir Putin è rimasto sorprendentemente in silenzio, nonostante la Russia e l'Iran siano alleati strategici con obiettivi geopolitici condivisi e facciano parte di un'alleanza transnazionale di autocrazie. Questo "asse autoritario" collabora per contrastare le democrazie liberali e sabotare l'ordine internazionale. Tuttavia, in un momento così cruciale, Putin ha scelto di non esporsi. Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori.
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11 Minuten
Il conflitto di dodici giorni tra Stati Uniti, Israele e Iran è scoppiato a seguito degli attacchi israeliani a Tehran e ai siti nucleari iraniani, con Netanyahu che incitava alla rivolta. Gli Stati Uniti hanno poi, a loro volta, colpito i siti nucleari della Repubblica Islamica. Nonostante la risposta iraniana contro una base americana in Qatar, la crisi è stata disinnescata. Iran e Israele hanno accettato il cessate il fuoco proposto da Trump. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.
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9 Minuten
Un nuovo ordine in Medio Oriente è l’obiettivo strategico di Netanyahu: riportare Israele al centro degli equilibri regionali, sulla scia mai del tutto spenta degli Accordi di Abramo. L’Iran, escluso da quel processo, oggi appare più isolato che mai, con alleati come Hezbollah e Hamas in crisi e un potere interno traballante. Nel silenzio diplomatico, il riavvicinamento tra Israele e le monarchie sunnite è proseguito. Ed è in questo contesto che gli Stati Uniti hanno sferrato un attacco diretto ai siti nucleari iraniani. Ma perché? Ne parlo con Pejman Abdolmohammadi.
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8 Minuten
A Villa Pamphili, uno dei parchi più grandi di Roma, sono stati ritrovati i corpi senza vita di una donna e di una neonata. La Procura di Roma ha subito parlato di strangolamento per la bambina, mentre le cause della morte della donna restano ancora poco chiare. Un uomo, arrestato in Grecia con un’identità falsa, è sospettato del duplice omicidio. Gli inquirenti cercano di capire il legame tra i protagonisti e il movente dietro la tragedia. Una storia complessa che solleva ancora moltissimi dubbi. Ma perché? Ne parlo con Massimo Lugli.
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8 Minuten
Donald Trump si conferma imprevedibile e provocatorio mentre la crisi tra Israele e Iran scuote la politica americana. Tra sostenitori di un intervento militare e chi invece spinge per la pace, la destra repubblicana appare divisa come mai prima d’ora. Lo scontro più acceso vede protagonisti Tucker Carlson e il senatore Ted Cruz, su posizioni opposte riguardo al coinvolgimento degli Stati Uniti. Questo clima di tensione sta incrinando il mondo MAGA, che si trova in fermento e in dubbio sulle decisioni del proprio leader. Ma perché? Ne parlo con Matteo Muzio.
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11 Minuten
Rafael Grossi, direttore dell’AIEA, ha dichiarato che non ci sono prove di uno sforzo sistematico iraniano per produrre armi nucleari al momento. Nonostante livelli di arricchimento dell’uranio vicini al 60%, l’Agenzia non può confermare se il programma sia esclusivamente pacifico, a causa della mancata cooperazione iraniana. I servizi di intelligence USA stimano che l’Iran impiegherà almeno tre anni per sviluppare un’arma nucleare, ma Trump sembra non dar loro retta. Ma perché? Ne parlo con Francesco Semprini.
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11 Minuten
Donald Trump scrive su Truth: “Sappiamo dove si trova Khamenei, ma per ora non lo colpiremo.”
“Abbiamo il controllo dei cieli sopra l’Iran.” Quel “abbiamo” suona come un “noi”: Trump parla come se fosse già dentro la cabina di comando. Israele e Stati Uniti sono legati da sempre, ma con Trump e Netanyahu il rapporto è diventato quasi simbiotico. Chi ha spinto chi? È stato Israele a trascinare Washington, o c’era un’intesa già pronta, come suggerisce la telefonata del 9 giugno? Le portaerei avanzano, i caccia volano, e la narrativa cambia: da contenere l’Iran a colpirlo. Trump adesso pensa di entrare in guerra contro l’Iran. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.
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“Abbiamo il controllo dei cieli sopra l’Iran.” Quel “abbiamo” suona come un “noi”: Trump parla come se fosse già dentro la cabina di comando. Israele e Stati Uniti sono legati da sempre, ma con Trump e Netanyahu il rapporto è diventato quasi simbiotico. Chi ha spinto chi? È stato Israele a trascinare Washington, o c’era un’intesa già pronta, come suggerisce la telefonata del 9 giugno? Le portaerei avanzano, i caccia volano, e la narrativa cambia: da contenere l’Iran a colpirlo. Trump adesso pensa di entrare in guerra contro l’Iran. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.
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11 Minuten
Le nuove indagini sul delitto di Garlasco sono entrate nel vivo: Andrea Sempio è oggi l’unico indagato. Amico di Marco Poggi, fratello della vittima, secondo la Procura di Pavia potrebbe essere stato presente in via Pascoli il giorno dell’omicidio. Al centro dell’attenzione ci sono una traccia di DNA sotto le unghie di Chiara e un’impronta digitale che, secondo gli inquirenti, collegherebbero Sempio alla scena del crimine. Tuttavia, questi elementi – da soli – non bastano per sostenere un’accusa solida in giudizio. Per questo la Procura ha richiesto un incidente probatorio. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Orlandi.
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