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376 Episoden
21 Minuten
Questa settimana a Dubai sono iniziati i lavori della Cop28, la conferenza sul clima organizzata ogni anno dalle Nazioni Unite e a cui partecipano governi da tutto il mondo. L’Italia è rappresentata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ma che cosa pensa il governo Meloni dei cambiamenti climatici?

Rispondere a questa domanda non è facile, dato che nella maggioranza sul clima ognuno la pensa a modo suo: Meloni per esempio non nega i cambiamenti climatici, anche se non ama parlarne, mentre il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini non perde occasione per minimizzare l’impatto degli esseri umani sul riscaldamento globale.

Comunque sia, nel suo primo anno il governo ha fatto poco o nulla per rispettare le sue promesse sull’ambiente.

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Episodio scritto da Davide Leo e Federico Gonzato e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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Su giovani e ambiente il governo non sta mantenendo le promesse

Salvini sottovaluta il peso degli allevamenti sul clima

La politica sta ignorando l’ultimo rapporto dell’Onu sul clima

Salvini deve studiare meglio perché si sciolgono i ghiacciai

Che cosa pensa Giorgia Meloni dei cambiamenti climatici

Sul cambiamento climatico la maggioranza la pensa ciascuno a modo suo

Audio Matteo Salvini 1

Audio Matteo Salvini 2

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio “Lonely drunk midnight blues” di lemonmusicstudio

CREDIT FOTO: ANSA
20 Minuten
Questa settimana partiamo da un fatto di cronaca per parlare di politica: l’omicidio di Giulia Cecchettin infatti ha colpito molto tutto il nostro Paese e ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema dei femminicidi e più in generale della violenza contro le donne.

Questo è un tema di cui la politica si occupa da molti anni, anche se i dati sui femminicidi in Italia non sono in calo e più di un politico ha fatto confusione riportando questi dati. E poi, perché l’aula del Senato era quasi vuota mentre si discuteva della nuova legge contro la violenza sulle donne? E a che punto sono le proposte di legge sull’educazione sessuale a scuola? Facciamo chiarezza.

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Episodio scritto da Davide Leo e Federico Gonzato e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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Perché il Senato era semivuoto per la violenza contro le donne

La verità sul numero dei femminicidi in Italia

Sull’educazione sessuale a scuola il Parlamento è ancora fermo

Dieci anni di leggi contro la violenza sulle donne

Dai “Diavoli della Bassa” alla felpa di Elena Cecchettin: breve storia del “panico satanico” in Italia

Le assurde accuse di satanismo e stregoneria a Elena Cecchettin

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Metal, anxiety, guitar, tension, depression, sadness” di R-region

CREDIT FOTO: ANSA
16 Minuten
In questa puntata parliamo dell’argomento più discusso della settimana, lo sciopero organizzato da Cgil e Uil e precettato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

Ma che cosa vuol dire “precettare” qualcosa? Ed è vero che questa è la prima volta che un ministro interviene su uno sciopero generale? E poi, ha ragione la Lega quando dice che gli scioperi si fanno sempre di venerdì? Facciamo chiarezza.

Questa settimana abbiamo anche assistito a un record: ospite da Bruno Vespa, su Rai 1, Salvini è riuscito nell’incredibile impresa di dire quattro bugie su quattro temi diversi in appena un minuto.

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Episodio scritto da Davide Leo e Federico Gonzato e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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È la prima volta che un ministro precetta uno sciopero generale

Sì, nel 2015 Salvini voleva bloccare l’Italia per tre giorni

Salvini ha detto quattro bugie in un minuto ospite di Bruno Vespa

È vero che gli scioperi sono sempre il venerdì?

Salvini sbaglia: la Cgil scioperò contro la legge Fornero

Gli infortuni sul lavoro in Italia in sette grafici

Audio Salvini

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Russian roulette” di Gvidon

CREDIT FOTO: ANSA
16 Minuten
Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge di riforma costituzionale per introdurre in Italia una forma del cosiddetto “premierato”, ossia l’elezione diretta del presidente del Consiglio.

In questa puntata facciamo chiarezza su cosa prevede nello specifico la riforma, se è vero o no che i poteri del presidente della Repubblica rimangono «tali e quali» e sul percorso che il testo dovrà fare prima di entrare definitivamente in Costituzione.

A proposito: lo sapete che la Costituzione è già stata modificata 20 volte? E che Meloni inizialmente non aveva promesso il premierato ma l’elezione diretta del presidente della Repubblica? Il partito che aveva proposto il premierato era un altro, che però ora ha cambiato idea.

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Episodio scritto da Davide Leo e Federico Gonzato e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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Che cosa prevede la riforma per l’elezione diretta del presidente del Consiglio

Perché il “premierato” cambia i poteri del presidente della Repubblica

Meloni dimentica che aveva promesso l’elezione diretta del presidente della Repubblica

Tutte le volte che è stata modificata la Costituzione

La giravolta di Calenda sull’elezione diretta del presidente del Consiglio

Audio Casellati

Audio Meloni

Audio Calenda

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Blues vibes 100 bpm” di Michael Kobrin

CREDIT FOTO: ANSA
21 Minuten
In questa puntata facciamo chiarezza sulle misure contenute nel disegno di legge di Bilancio che hanno sollevato maggiori polemiche, come il pignoramento dei conti correnti e il pensionamento anticipato. Su vari punti c’è stata confusione nelle scorse settimane, complice la diffusione di alcune bozze del disegno di legge di Bilancio. Ora che abbiamo il testo ufficiale però possiamo elencare tutti gli aumenti di tasse contenuti nella manovra.

A complicare ulteriormente le cose hanno contribuito alcune dichiarazioni fuorvianti fatte da Salvini sul taglio del cuneo fiscale, ma non solo: anche Fedez ci ha messo del suo, facendo confusione sul presunto taglio del “bonus psicologo”.

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Episodio scritto da Carlo Canepa e Davide Leo e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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Il testo ufficiale del disegno di legge di Bilancio per il 2024

Meloni non la racconta giusta sui pignoramenti dei conti correnti

Perché andare in pensione prima sarà meno conveniente

Tutti gli aumenti di tasse nella legge di Bilancio

Salvini è fuorviante sul taglio del cuneo fiscale

Fedez sbaglia: il governo Meloni non ha tagliato il “bonus psicologo”

Chi e perché fa circolare le bozze delle leggi

Audio Matteo Salvini

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Russian roulette” di Gvidon

CREDIT FOTO: ANSA
21 Minuten
Domenica 22 ottobre il governo Meloni ha fatto un anno e noi di Pagella Politica ci siamo occupati di questa ricorrenza a modo nostro, pubblicando un “Promessometro” del governo Meloni, per controllare lo stato delle 100 promesse contenute nel programma elettorale del centrodestra: quante sono state mantenute? Per quali invece il governo ha fatto l’opposto di quanto promesso?

Anche la stessa presidente del Consiglio ha provato a fare il punto sul suo primo anno di governo, ma i risultati elencati da Meloni sono gonfiati. Discorso simile per i rave party, che secondo Salvini sono stati addirittura «azzerati in un anno».

Troppo ottimismo anche dalle parti dell’opposizione. Schlein è convinta che nei Paesi che hanno il salario minimo si siano alzate le retribuzioni di tutti i lavoratori, anche quelli sopra la soglia minima: peccato che questa affermazione non sia supportata dai fatti.

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Episodio scritto da Carlo Canepa e Davide Leo e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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In un anno il governo ha mantenuto meno di una promessa su cinque

Meloni gonfia i risultati raggiunti in un anno di governo

Schlein sbaglia: il salario minimo non fa aumentare tutti gli stipendi

Non è vero che il governo ha azzerato i rave party

I prezzi degli assorbenti non sono calati abbastanza: ora potrebbero aumentare

audio Schlein

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Energetic rock beat” di Coma-Media

CREDIT FOTO: ANSA
16 Minuten
La Camera dei deputati è tornata a votare sulla proposta dei partiti di opposizione di introdurre un salario minimo, rimandando il disegno di legge in Commissione Lavoro. Questa proposta rimarrà bloccata in commissione o ci sono ancora speranze per il salario minimo in Italia?

Lo vedremo. Intanto, facciamo il fact-checking di alcune tra le dichiarazioni che si sentono più spesso fare su questo tema, partendo dalle basi. Per esempio: è vero che il salario minimo «ce l’hanno tutti i Paesi Ocse»? No. Ed è vero che la soglia di 9 euro lordi l’ora sarebbe «tra le più alte del mondo»? Più o meno.

Abbiamo visto anche cosa dicono gli studi sui Paesi che hanno adottato un salario minimo e quanti sarebbero i lavoratori italiani interessati dalla misura. Sul fronte dei partiti invece, abbiamo notato che nell’attuale governo non sono sempre stati tutti contrari al salario minimo, anzi.

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Episodio scritto da Carlo Canepa e Davide Leo e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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Il fact-checking del dibattito sul salario minimo

Non è vero che tutti i Paesi Ocse hanno il salario minimo

Sì, il salario minimo a 9 euro è tra i più alti al mondo

Davvero il salario minimo non costa nulla allo Stato?

Il salario minimo fa crescere la natalità?

Sul salario minimo Salvini e la Lega hanno cambiato idea varie volte

Quando Meloni non si diceva contraria al salario minimo

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Lonely drunk midnight blues” di lemonmusicstudio

CREDIT FOTO: ANSA
17 Minuten
Il dibattito politico degli scorsi giorni si è inevitabilmente concentrato sul nuovo conflitto in Medio Oriente. Dai partiti di destra a quelli di sinistra, abbiamo fatto una panoramica delle posizioni in Parlamento sulla guerra.

Abbiamo poi analizzato alcune dichiarazioni fatte dai politici italiani sulla Striscia di Gaza e su Hamas. Per esempio è vero che l’organizzazione politico-religiosa nel suo statuto promuove la cancellazione di Israele e lo sterminio degli infedeli? Ed è vero che per l’Unione europea Hamas è un’organizzazione terroristica?

Infine, ci siamo concentrati su alcuni dati riguardanti la popolazione palestinese e su quanti sono davvero i Paesi arabi che hanno rapporti diplomatici con Israele.

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Episodio scritto da Carlo Canepa e Davide Leo e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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Le posizioni dei partiti sulla nuova guerra tra Israele e Hamas

A Gaza l’80 per cento degli abitanti è povero e quasi la metà sono bambini

È vero che lo statuto di Hamas prevede la cancellazione di Israele?

Fazzolari ha ragione: solo sei Paesi arabi riconoscono Israele

Vero: per l’Ue Hamas è un’organizzazione terroristica

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Metal, anxiety, guitar, tension, depression, sadness” di R-region

CREDIT FOTO: ANSA
16 Minuten
Il governo ha pubblicato la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza, la “Nadef”, dove ha rivisto le previsioni sull’andamento nei prossimi anni dell’economia e della finanza pubblica. I partiti di opposizione hanno subito criticato il governo, accusandolo di aver tagliato le risorse destinate alla Servizio sanitario nazionale. Ma è vero che il governo sta tagliando i soldi alla sanità?

In allegato alla Nadef è stata pubblicata anche la nuova “Relazione sull’economia sommersa e sull’evasione fiscale e contributiva”, un documento che riporta le stime sul gettito fiscale perso a causa dell’evasione. Particolare attenzione è stata riservata alla cosiddetta “flat tax”: che effetti ha avuto sull’evasione?

Di evasione fiscale ha parlato in questi giorni anche Fratelli d’Italia sui social network. Peccato che la grafica pubblicata dal partito di Giorgia Meloni contraddice quello che ha più volte detto negli scorsi mesi la stessa presidente del Consiglio.

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Episodio scritto da Carlo Canepa e Davide Leo e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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La flat tax delle partite Iva ha ridotto l’evasione?

Sul calo dell’evasione Fratelli d’Italia si prende meriti che non ha e contraddice Meloni

Davvero il governo ha tagliato i fondi alla sanità?

Perché il Superbonus ha un forte peso sulla Nadef e sulla legge di Bilancio

Audio Elly Schlein

Audio Giorgia Meloni

Audio Giorgia Meloni 2

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Dust on the road” di lemonmusicstudio

CREDIT FOTO: ANSA
21 Minuten
Questa settimana il dibattito politico italiano si è concentrato ancora un volta sull’immigrazione. Di recente il governo di Giorgia Meloni ha approvato due decreti-legge con nuove norme per contenere, nelle intenzioni dell’esecutivo, l’arrivo di migranti sulle coste italiane.

Per esempio si è discusso molto di una cauzione di 5 mila euro che il governo potrà chiedere ai migranti per non essere trattenuti in specifici centri. Ma è vero che questa misura “ce l’ha chiesta l’Europa”? Il governo ha anche aumentato il numero di giorni in cui un migrante può rimanere nei centri di permanenza per i rimpatri, meglio noti con la sigla “Cpr”. Siamo sicuri che più un migrante sta dentro a un Cpr, più aumentano le probabilità che venga rimpatriato nel suo Paese di origine?

Per finire, abbiamo spiegato il motivo per cui la tesi del “pull factor” ripetuta da Meloni in questi giorni non è affidabile, e perché i migranti che arrivano dalla Tunisia prendono i barconi e non gli aerei o i traghetti.

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La cauzione da 5 mila euro per i migranti “ce la chiede” l’Europa?

Più giorni trascorsi nei Cpr, meno rimpatri

Perché i migranti dalla Tunisia prendono i barconi e non gli aerei o i traghetti

Il governo continua a ripetere senza prove la tesi del pull factor

Meloni sbaglia: il traffico di migranti vale meno di quello della droga

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Sport fashion rock” di ComaStudio

CREDIT FOTO: ANSA
19 Minuten
Negli ultimi anni poche misure hanno ricevuto così tanta attenzione come il Superbonus 110 per cento, l’incentivo edilizio del 2020 voluto dal secondo governo Conte per rilanciare l’economia e il settore delle costruzioni dopo la pandemia.

Sul Superbonus si è detto tutto e il contrario di tutto, anche perché quasi tutti i partiti che ora lo criticano in passato lo hanno sostenuto. Ora che il governo Meloni ha detto ufficialmente che la misura non sarà prorogata per il 2024, è giunto il momento di tirare le somme sul Superbonus: quanti edifici sono stati ristrutturati, e che impatto ha avuto sull’economia? È vero, come ha detto Conte, che il Superbonus ha creato un milione di posti di lavoro? Ed è vero, come invece ha detto il ministro Urso, che ha causato 12 miliardi di truffe? Abbiamo fatto chiarezza.

Questa puntata di “Poteri forti” è basata sul contenuto dell’ultima Guida di Pagella Politica: se siete sostenitori o sostenitrici del nostro progetto, la riceverete direttamente via email. Se non lo siete, potete andare sul nostro sito, nella sezione “Sostienici”, e aiutarci a realizzare il nostro progetto per una nuova informazione politica in Italia.

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Tutti i partiti che hanno difeso e votato il Superbonus

Tutti i dati sul Superbonus in tre grafici e una mappa

Il fact-checking di Conte che «spazza via le bufale» sul Superbonus

Falso: il Superbonus non ha creato un milione di posti di lavoro

No, il Superbonus non ha generato 12 miliardi di euro di truffe

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Lonely drunk midnight blues” di lemonmusicstudio

Sound Effect from Pixabay

CREDIT FOTO: ANSA
16 Minuten
In questa puntata raccontiamo di come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il suo vice Matteo Salvini abbiano praticamente smesso di parlare di immigrazione sulle proprie pagine social, nonostante il continuo aumento degli sbarchi. Questa settimana, in un intervento all’Associazione Stampa estera di Roma, Salvini ha comunque commentato la difficile situazione a Lampedusa di questi giorni e ha detto, esagerando, che «l’Italia è l’unico Paese europeo che sta vivendo un’immigrazione con queste dimensioni».

Di immigrazione Meloni ha parlato invece ampiamente nel suo nuovo libro “La Versione di Giorgia”, pubblicato questa settimana da Rizzoli. Per la precisione, il libro è una lunga intervista che la leader di Fratelli d’Italia ha concesso al direttore del Giornale Alessandro Sallusti in vari incontri, tenutisi da quando è diventata presidente del Consiglio. Tra le altre cose Meloni ha difeso il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che tempo fa aveva parlato di “sostituzione etnica”.

Abbiamo letto il libro “La Versione di Giorgia” e abbiamo verificato 27 dichiarazioni della presidente del Consiglio: in alcuni casi Meloni ha fatto dichiarazioni supportate dai fatti, in altri casi no, e qui vi portiamo alcuni esempi.

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Episodio scritto da Carlo Canepa e Federico Gonzato e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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Il grafico che dimostra il silenzio di Salvini sugli sbarchi

No, l’immigrazione in Italia non è l’unica «con queste dimensioni»

Il fact-checking del nuovo libro intervista di Giorgia Meloni

Tutte le volte che Meloni e Salvini hanno parlato di “sostituzione etnica”

Falso: il Superbonus non ha creato un milione di posti di lavoro

CREDIT BRANI

“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Blues vibes 100 bpm” di Michael Kobrin

CREDIT FOTO: Presidenza del Consiglio dei ministri
14 Minuten
Nella prima puntata dopo la pausa estiva anche noi, come il governo Meloni, ci concentriamo sulla legge di Bilancio: l’esecutivo infatti già nel primo Consiglio dei ministri dopo le ferie ha messo al centro della sua agenda politica lo studio e la scrittura di questa legge, che i giornali sono abituati a chiamare con una certa enfasi “la manovra”.

Data la complessità di questo provvedimento, il disegno di legge di Bilancio prima di essere definitivamente approvato dal Parlamento deve superare un articolato percorso a tappe, fatto di una serie di scadenze che non sempre i governi riescono a rispettare. Il governo Meloni sarà diverso dai suoi predecessori o come gli altri si ridurrà al 31 dicembre? Lo vedremo.

Quello che possiamo chiarire già da subito è come si scrive questa legge di Bilancio, e cosa rischiamo se non dovessero approvarla entro la fine dell’anno.

Buon ascolto!

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Episodio scritto da Carlo Canepa e Davide Leo e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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Le date da tenere a mente per la prossima legge di Bilancio

Come si scrive la legge di Bilancio

La legge di Bilancio è sempre più in ritardo

In Parlamento vige da tempo il “monocameralismo alternato”, ed è un problema

Audio Giancarlo Giorgetti

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“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Russian roulette” di Gvidon

CREDIT FOTO: ANSA
17 Minuten
In questa puntata cerchiamo di capire, numeri alla mano, perché Camera e Senato hanno sempre meno poteri e sempre più problemi, una tendenza in atto da tempo e che sta continuando pure con il governo Meloni. Prima però facciamo chiarezza su uno dei temi più discussi degli ultimi giorni, ovvero l’aumento dello stipendio per i capigruppo alla Camera: chi ha approvato questa nuova indennità mensile e perché?

Secondo un rapporto della Camera, nei primi sette mesi di questa legislatura quasi l’80 per cento delle leggi approvate è frutto di proposte del governo Meloni, la percentuale più alta tra i grandi Paesi europei. Questa è l’ennesima dimostrazione che il potere legislativo sta passando sempre più dal Parlamento al governo.Tra poche settimane la Camera e il Senato chiuderanno per le ferie estive, ma non si può dire che non abbiano lavoro da fare: per esempio le commissioni parlamentari, tra la riduzione dei componenti e l’eccesso di decreti-legge da esaminare, non se la passano per niente bene.

Anche noi di “Poteri Forti” ci prendiamo una pausa estiva, ci risentiamo a settembre!

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Episodio scritto da Carlo Canepa e Davide Leo e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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È giusto aumentare lo stipendio dei capigruppo alla Camera?

Le commissioni parlamentari non se la passano bene

Il peso del governo sulle leggi approvate in Italia è il più alto tra i grandi Paesi europei

In Parlamento vige da tempo il “monocameralismo alternato”, ed è un problema

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“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Sport fashion rock” di ComaStudio

CREDIT FOTO: ANSA
15 Minuten
In questo episodio partiamo dalla conferenza stampa del ministro Raffaele Fitto dell’11 luglio per parlare di uno degli argomenti più discussi della politica italiana: il Pnrr.

Fitto, che è ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, ha annunciato che il governo ha trovato un accordo con la Commissione europea per modificare alcuni obiettivi del piano, necessari per chiedere i 16 miliardi di euro della quarta rata. Ma il ministro non la dice tutta e nell’attuazione del Pnrr ci sono diversi ritardi.

Oltre ai ritardi, che anche Meloni ha minimizzato, da dove arrivano i soldi del Pnrr? Come bisogna spenderli e, soprattutto, come dovremo restituirli? Abbiamo fatto chiarezza.

Forse non tutti lo sanno ma oltre ai 191,5 miliardi del Pnrr sono stati stanziati altri 31 miliardi per un fondo che serve a “supportare” l’attuazione del piano europeo. Non vi sorprenderà sapere che anche l’attuazione di questo fondo complementare è in ritardo.

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Episodio scritto da Carlo Canepa e Federico Gonzato e prodotto da Jessica Mariana Masucci

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Quello che Fitto non dice sui ritardi del Pnrr

Anche il fondo complementare al Pnrr è in ritardo

Sul Pnrr ci sono ritardi, al contrario di quanto dice Meloni

Audio Giorgia Meloni

Audio Raffaele Fitto

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“Right on target” di Lemonmusicstudio

“Russian roulette” di Gvidon

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