Ep.2 Non occupatevi dei morti, cercate i vivi
vor 1 Monat
Nel secondo episodio con le parole di Lino Rota scendiamo nella
miniera di Marcinelle a oltre mille metri. Quel pomeriggio dell'8
agosto 1956, la situazione è così grave che “per i soccorritori,
l’ordine è di non occuparsi dei morti, ma di cercare...
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L’8 agosto 1956 nella miniera del Bois du Cazier di Marcinelle in Belgio scoppia un incendio. Muoiono 262 lavoratori, di cui 136 italiani. I superstiti sono solo 13. Lino Rota, ex minatore e soccorritore, ricorda bene cosa vide quando scese nelle...
Beschreibung
vor 1 Monat
Nel secondo episodio con le parole di Lino Rota scendiamo nella
miniera di Marcinelle a oltre mille metri. Quel pomeriggio dell'8
agosto 1956, la situazione è così grave che “per i soccorritori,
l’ordine è di non occuparsi dei morti, ma di cercare soltanto i
vivi”.
La tragedia di Marcinelle, però, non è un caso isolato.
Incidenti e infortuni, anche mortali, erano all'ordine del giorno
nelle miniere belghe. Le pagine dei quotidiani dell'epoca erano
piene delle cronache di questi incidenti.
Un lavoro pericoloso e malsano, quello nelle miniere. Ma per gli
italiani non era l'unico problema. Dovevano fare i conti anche
con il razzismo di una parte dei belgi. Molti bar all'ingresso
avevano questo cartello: “Vietato l'ingresso ai cani e agli
italiani”. I controlli della polizia erano continui: venivano
fermati per il solo fatto di essere italiani.
miniera di Marcinelle a oltre mille metri. Quel pomeriggio dell'8
agosto 1956, la situazione è così grave che “per i soccorritori,
l’ordine è di non occuparsi dei morti, ma di cercare soltanto i
vivi”.
La tragedia di Marcinelle, però, non è un caso isolato.
Incidenti e infortuni, anche mortali, erano all'ordine del giorno
nelle miniere belghe. Le pagine dei quotidiani dell'epoca erano
piene delle cronache di questi incidenti.
Un lavoro pericoloso e malsano, quello nelle miniere. Ma per gli
italiani non era l'unico problema. Dovevano fare i conti anche
con il razzismo di una parte dei belgi. Molti bar all'ingresso
avevano questo cartello: “Vietato l'ingresso ai cani e agli
italiani”. I controlli della polizia erano continui: venivano
fermati per il solo fatto di essere italiani.
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